I commercianti: senza aiuti il centro storico muore

Gli operatori: «Stop agli incontri e alle promesse puntualmente disattese il Comune faccia qualcosa di concreto o saremo costretti a scendere in piazza»
SULMONA. Nel giro di pochi mesi sono state aperte cinque nuove attività nei pressi di piazza XX Settembre. La spinta imprenditoriale, dunque, non manca. Non c’è, però, il sostegno delle istituzioni di fronte alle richieste di sgravi fiscali e interventi per garantire il maggior appeal del centro storico. Per questo, dopo 20 mesi di incontri con l’amministrazione comunale, i commercianti e ristoratori dell’associazione “Sulmona fa centro” chiedono concretezza e si dicono pronti alla protesta.
«Dopo 20 mesi di continui contatti con l’amministrazione comunale su tutti i punti dolenti che attanagliano il centro storico cittadino e il settore distributivo in particolare, riteniamo sia giunto il momento di passare dalle parole ai fatti», incalza la presidente Paola Ammazzalorso dell’omonima ottica lungo corso Ovidio. Secondo i negozianti le politiche di sostegno al commercio sono ormai una prassi nelle altre realtà, ma non a Sulmona.
«Ovunque le amministrazioni comunali, quale che sia la dimensione della città amministrata, si stanno dando da fare individuando incentivi, agevolazioni, facilitazioni, revisioni della mobilità e quant’altro per sostenere l’area più qualificante del comune e il commercio che in essa si svolge», aggiunge Carmelina Cipriani, di Cocco Pelletterie. «Ovunque, tranne che a Sulmona». Poco o nulla, secondo gli addetti ai lavori, starebbe facendo la giunta per riqualificare il centro storico, a partire dall’arredo urbano e al restauro dei palazzi storici.
«La nostra è la città che, proporzionalmente alla sua estensione, ha la maggiore cubatura di strutture edilizie di pubblica proprietà», fa notare Franco Ruggieri, del bar Europa, «ma sono tutte in condizioni di precarietà e dunque inutilizzabili».
Secondo gli addetti ai lavori, per rivitalizzare il centro stoprico sarebbe necessario riportare lì , uffici pubblici e servizi. Tanto più che in centro si contano appena tremila residenti a fronte di oltre 24mila abitanti. Un numero sceso progressivamente dopo il sisma del 2009, che ha contribuito a spopolare le mura antiche dopo l’inagibilità di molti “vecchi” edifici che si trovano in centro storico.
«Vanno via dal centro uffici pubblici importanti, scuole di prestigio e servizi», ricorda Gianni La Morgia, della Masseria Agnonese. «Di promesse ovviamente ne sono state fatte tante, in perfetta sintonia con le amministrazioni precedenti, ma di soluzioni o inversioni di tendenza neanche l’ombra. Adesso basta». I commercianti, a questo punto, invitano tutti i colleghi a pensare a forme di protesta. «È stato proposto un tavolo tra amministrazione comunale e associazioni portatrici di interesse», conclude Enzo Verrocchi, del Caffè Ovidio. «Ma anche qui, partono gli annunci e tutto finisce. È ora che i commercianti alzino la voce, visto che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

