I Comuni: al Cogesa torni il Cda

7 Novembre 2018

Per un gruppo di soci l’amministratore unico non può gestire una società così grande

SULMONA. Riportare la gestione del Cogesa a un organismo amministrativo composto da tre o cinque membri come era fino a qualche anno fa. La proposta arriva da un gruppo di sindaci dei comuni che fanno parte della società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti nel centro Abruzzo e in una parte dell’Aquilano e del Pescarese. L’iniziativa è partita in particolare dai sindaci di Pacentro, Cansano e Raiano, secondo i quali «un organismo composto da più voci sarebbe più efficace di un amministratore unico. Anche perché la società è in crescita sia come volume di affari sia come numero di Comuni soci».
Dai 25 iniziali oggi il Cogesa di soci ne conta 64. «Si tratta di una riflessione che abbiamo avviato insieme ad altri sindaci proprio per le mutate esigenze della società, affinché risponda sempre meglio ai suoi compiti diventando una vera e propria industria per il territorio», afferma il sindaco di Pacentro Guido Angelilli. «Un’amministrazione composta da tre persone, secondo il nostro punto di vista, potrà gestire meglio la nuova società». Il riferimento è alle nuove prospettive e al piano delle assunzioni che dovrà materializzarsi.
«Siamo già oltre la metà del numero totale dei soci ed altri sono pronti ad aderire a questa nostra proposta», aggiunge il sindaco di Cansano, Mario Ciampaglione, componente dell’Agir, l’organismo che dirige in campo regionale la politica di gestione dei rifiuti.
Un progetto che però potrebbe scontrarsi con i costi e con le attuali disposizioni in materia secondo le quali per avere un consiglio di amministrazione è necessario che vi siano condizioni particolari e motivate affinché l’assemblea possa ripristinare la “vecchia” situazione.
Senza contare la probabile azione risarcitoria che potrebbe avviare l’attuale amministratore unico della società a tutela della propria immagine e dei suoi interessi economici. (c.l.)
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