I Comuni: «Cauta speranza sui tribunali»

Le reazioni all’incontro con il ministro. Di Berardino e Di Piero tornano a sollecitare i parlamentari
AVEZZANO. C’è una cauta speranza, secondo gli amministratori comunali, per il futuro dei tribunali. Ma serve un’azione incisiva dei parlamentari. All’indomani dell’incontro tra il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e i presidenti degli Ordini degli avvocati di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, sono arrivate le prime prese di posizione dei rappresentanti istituzionali. Al momento, si spera in una proroga di due anni alla chiusura dei palazzi di giustizia, prevista per settembre. Secondo il vicesindaco di Avezzano facente funzioni di sindaco, Domenico Di Berardino, serve tempo per poter lavorare alla definitiva soluzione. «Ho sentito Gianni Di Pangrazio, che è coordinatore del Comitato per la salvezza dei quattro tribunali», ha commentato Di Berardino, «la nostra speranza è che ci sia questa proroga di almeno due anni in modo tale da avere l’opportunità di creare un’azione più incisiva per salvaguardare i quattro tribunali. Non avere certezze è un’agonia, ma siamo fiduciosi che grazie all’intervento dei rappresentanti parlamentari si potrà ottenere la proroga». Di Berardino ha annunciato che si farà a stretto giro un nuovo incontro con i sindaci delle quattro città coinvolte e i rappresentanti degli Ordini degli avvocati. L’ipotesi palesata nel vertice di via Arenula a Roma è proprio quella di un possibile accorpamento ai tribunali dell’Aquila e di Chieti con l’istituzione di quattro sezioni distaccate provvisorie, due di Avezzano e Sulmona e due di Lanciano e Vasto. Una soluzione che per gli avvocati del foro di Avezzano non è accettabile, tanto che hanno deciso di andare avanti con la protesta. «Alla luce di quanto mi hanno riferito dall’incontro, c’è stata un’apertura da parte del ministro Cartabia», ha evidenziato il primo cittadino di Sulmona, Gianfranco Di Piero, «valutiamo con interesse questo atteggiamento. È chiaro che continuiamo a ragionare sulla salvaguardia e su soluzioni che non siano penalizzanti per il territorio. Facciamo appello a tutti i parlamenti affinché ci sia, in occasione del decreto Milleproroghe, la proroga di due anni che abbiamo chiesto per i quattro tribunali abruzzesi. Sicuramente il fatto che la Cartabia ha dimostrato una maggiore disponibilità, innanzitutto al dialogo, ascoltando le ragioni della parte politica, con i parlamentari, e di quella più tecnica, con i rappresentanti dell’ordine professionale, è a mio avviso un dato positivo». Sull’ipotesi di un accorpamento formale, e non geografico, di Avezzano e Sulmona all’Aquila, Di Piero è contrario. «La possibilità che i tribunali di Avezzano e Sulmona restino aperti, ma di fatto sono soppressi, è troppo penalizzante per i territori», ha concluso il sindaco, «il tribunale dell’Aquila né in questo momento, né a settembre o a ottobre, è in grado di accogliere la mole di lavoro che arriverebbe dai nostri tribunali».
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