I consiglieri comunali disertano la cerimonia per la Liberazione

Le iniziative snobbate dai rappresentanti dei cittadini Molti comunque i momenti significativi della giornata
L’AQUILA. Un "fungo atomico" che si trasforma in albero della Rinascita. È quello dello scultore di fama internazionale, Nicola Bolla, realizzato per il 70esimo anniversario della liberazione dell’Aquila, avvenuta il 13 giugno 1944. Il fungo che vuole rappresentare sì la distruzione della città colpita dal terremoto, ma anche la nuova vita, come suggerisce il materiale in cui è realizzato, è di fatto un albero ed è stato messo a dimora ieri mattina nell’area verde davanti alla Questura. La cerimonia rappresenta il cuore delle celebrazioni per l'importante anniversario che sono poi continuate con la deposizione da parte del sindaco, Massimo Cialente, di una corona davanti alla lapide che ricorda la liberazione della città, posta sulla facciata segnata dal terremoto di Palazzo Margherita, residenza municipale fino alla data del sisma. La deposizione si è svolta quasi in silenzio in una piazza deserta e puntellata. A seguire, l’aula consiliare “Tullio De Rubeis”, nella sede comunale di Villa Gioia, ha ospitato l’esecuzione dell’Inno di Mameli, a cura dell’Orchestra di fiati del Liceo musicale, diretta dal maestro Pierangelo Castellani. Subito dopo lo storico Walter Cavalieri ha tenuto un intervento sulla liberazione della città ed è stato presentato il volume “Percorso memoria natura”, a cura del professor David Adacher, segretario dell’Istituto abruzzese di storia della Resistenza. Una cerimonia a cui hanno partecipato in pochi. «Soprattutto si è fatta sentire l'assenza dei consiglieri comunali» come ha sottolineato lo stesso Cavalieri. Le celebrazioni sono terminate nel pomeriggio di ieri sempre nell’aula consiliare di Villa Gioia, con la presentazione del libro “Quel giorno di luce e calor. A settant’anni dalla liberazione dell’Aquila – Il prima, il durante e il dopo del 13 giugno 1944”,di Errico Centofanti. (m.c.)

