I Cunicoli di Claudio restano senza gestore

Non è stato ancora trovato un accordo per consentire le visite dei turisti all’opera di epoca romana
AVEZZANO. I lavori di messa in sicurezza dell’Emissario di Claudio sono terminati in primavera. C’è stato un incontro tra i soggetti interessati (Soprintendenza, Camera di commercio, Consorzio di bonifica e Comuni di Avezzano e Capistrello) per trovare un accordo su chi dovesse gestire questo straordinario monumento di epoca romana, che tutto il mondo ci invidia. Ma il summit si è concluso con un nulla di fatto. Con l’impegno però di rincontrarsi a breve. Siamo alla fine dell’anno è tutto è rimasto come prima. Eccezionalmente, nel pomeriggio del 22 settembre, per le “Giornate europee del patrimonio”, per iniziativa della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio d’Abruzzo, l’Emissario è stato aperto al pubblico. Ad avere però il privilegio di visitare questa straordinaria opera di ingegneria idraulica, risalente a duemila anni fa, sono stati in pochi. A fronte delle centinaia di persone che, telefonando per prenotarsi, si erano sentite rispondere che non c’erano più posti.
La delusione è stata davvero grande. In quell’occasione Emanuela Ceccaroni, funzionaria della Soprintendenza che aveva fatto da guida, aveva preannunciato che in ottobre avrebbero potuto esserci altre visite ai Cunicoli. Ma ciò non è avvenuto. Se si andrà avanti di questo passo, i potenziali visitatori, provenienti ogni anno da tutto il mondo, dovranno accontentarsi, come sempre è avvenuto, di osservare l’imbocco dei Cunicoli e tornarsene a casa. Quando nel 2015 il presidente della Camera di Commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, decise di finanziare, stanziando 250mila euro, i lavori per la messa in sicurezza dell’Emissario per renderlo fruibile, qualche timore che le cose sarebbero andate così l’aveva avuto. Infatti, per essere sicuro che tutto sarebbe filato liscio, aveva posto due condizioni: che a gestire i fondi fosse la Soprintendenza e che, ultimati i lavori, attraverso un bando, venisse individuato un soggetto, a livello nazionale, con capacità imprenditoriali e una collaudata esperienza nel mondo del turismo, al quale affidare la gestione del complesso. Ed è proprio sulla gestione che, a quanto pare, non si trova l’accordo.
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