I dipendenti della Edimo «Rivogliamo il lavoro»

Sit-in di protesta durante il confronto a palazzo Silone col curatore fallimentare Spunta una società “gemella”, la Temar, disposta a rilevare un ramo d’azienda
L’AQUILA. “Labonia, ridacci il lavoro per cortesia”. E ancora: “Falliti per pochi spiccioli”. Mentre a Palazzo Silone era in corso il primo confronto con il curatore fallimentare Luigi Labonia, un centinaio di lavoratori del gruppo Edimo ha inscenato un sit-in di protesta all’esterno della sede della Regione. In silenzio, con i volti tesi, e i pensieri racchiusi negli striscioni issati sotto le finestre del potere, dove si stava discutendo del loro destino. Seduti intorno al tavolo, convocato per la seconda volta dal vicepresidente del consiglio regionale Giovanni Lolli, i sindacati, la proprietà, i rappresentanti delle istituzioni, compreso il sindaco Massimo Cialente. Tutti ad ascoltare l’avvocato Labonia, nominato dal tribunale di Roma lo scorso 17 febbraio, quando è stato dichiarato il fallimento della Edimo spa. Per “pochi spiccioli”, come sottolineato dai 115 lavoratori. Circa 48mila euro di scoperto, secondo il patron Carlo Taddei. Ma il default della holding rischia di trascinarsi dietro le altre imprese del gruppo e tutto l’indotto, con possibili ripercussioni anche sul processo di ricostruzione. Il simbolo del colosso industriale, l’aquila e la città omonima, sono state “colpite a morte”, come scritto in un altro striscione. Due le novità emerse dal tavolo: la prima è che c’è una nuova società appena costituita dai dirigenti dello stesso gruppo Edimo, denominata “Temar”, che ha già avanzato un’offerta al curatore per rilevare un ramo d’azienda della Edimo spa, quello relativo ai prefabbricati, in cui lavorano 35 persone. Si tratta di una delle strategie annunciate dal patron Carlo Taddei per garantire la continuità produttiva, anche in merito all’appalto per la realizzazione dei sottoservizi del centro storico. Labonia sta verificando la fattibilità dell’operazione. Altra questione è quella degli ammortizzatori sociali: tra una settimana il curatore fallimentare, affiancato dal suo team di collaboratori, si è impegnato ad incontrare i sindacati, e a valutare quale sia la strada da percorrere, se il ricorso alla mobilità, oppure alla cassa integrazione straordinaria per fallimento. Sui ricorsi in concordato richiesti per la Taddei spa e la Em969 deve invece pronunciarsi il tribunale dell’Aquila. Lunedì, a Confindustria, si discuterà dell’attivazione della Cig ordinaria per le due aziende. Intanto, il deputato di Sel Gianni Melilla ha rivolto un’interrogazione a risposta scritta al ministro del Lavoro Poletti, chiedendo di mettere in campo tutte le azioni per «scongiurare il dramma occupazionale» della Edimo, e di avviare anche «delle verifiche sulla questione degli stipendi non pagati ai lavoratori».
Romana Scopano

