I familiari delle vittime: «Abbandonati dallo Stato»

La denuncia di Bianchi (Avus) che ha perso il figlio Nicola nel sisma del 2009: «Coi geologi andremo nelle scuole a parlare dell’importanza della prevenzione»
L’AQUILA. «Il rispetto per il cittadino in Italia non c’è, perché nel caso del sisma del 2009, l’aquilano è considerato un terremotato ed io che in quel sisma ho perso un figlio non sono considerato tale. A me non interessa il riconoscimento economico, ma quello etico».
A parlare è Sergio Bianchi che nel devastante sisma del 6 aprile del 2009, ha perso il figlio 22enne Nicola, studente universitario all’Aquila. Una denuncia durissima, lanciata da Bianchi dalla scuola Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia. «Con i genitori dei bambini morti 12 anni fa qui a San Giuliano di Puglia, nel crollo della scuola, siamo legati dallo stesso dolore perché abbiamo perso i nostri figli. Sotto il profilo assistenziale siamo stati lasciati completamente soli dallo Stato ed allora vogliamo che tutto questo non accada più. Adesso con il Consiglio nazionale dei geologi andremo nelle scuole per parlare ai ragazzi di oggi che saranno gli amministratori del domani e per dare loro l’opportunità di conoscere, sapere e di capire l’importanza della prevenzione, altrimenti la ricerca non avrebbe senso. Questo è l’unico obiettivo che vogliamo raggiungere».
«Solo dopo il sisma dell’Aquila», ha affermato Giovanni Calcagnì, consigliere nazionale dei geologi, «nei percorsi di prevenzione sismica è stata inserita in maniera decisa la valutazione delle condizioni geologiche locali sugli effetti di rischio sismico dell’edificato e delle opere umane. Si tratta degli studi di microzonazione sismica e di analisi di risposta sismica».
«Oggi proprio dalla scuola Francesco Jovine lanciamo il progetto didattico su scala nazionale», ha spiegato Michele Orifici, coordinatore della commissione Protezione civile del Consiglio nazionale dei geologi, «aperto a tutte le scuole primarie e secondarie, con il quale divulgheremo nelle aule la conoscenza dei rischi naturali. In Italia oltre il 60% dell’edificato è stato costruito prima delle norme antisismiche. Il Cng parte con un piano nazionale di prevenzione che prevede la preparazione dei geologi per supportare l’attività di Protezione civile, la conoscenza dei rischi naturali e la prevenzione nelle scuole. Il concorso nazionale che parte da San Giuliano di Puglia ed ideato dai genitori degli studenti morti all’Aquila rappresenta una novità sostanziale e reale per questo Paese. Per la prima volta metteremo in rete le scuole sul tema della prevenzione. Verrà premiata quella scuola che realizzerà il miglior progetto didattico sulla prevenzione. Dal 2009 in Italia è iniziata una nuova fase nell’ottica proprio della prevenzione con l’avvento degli studi di microzonazione sismica. Noi vogliamo parlare ai ragazzi, alle nuove generazioni per far conoscere loro rischi e strumenti. La microzonazione sismica, ad esempio», ha concluso Orifici, « consente di individuare quelle aree soggette a fenomeni di amplificazione sismica e in cui bisogna preventivamente intervenire per ridurre la vulnerabilità sismica degli edifici».
Alla conferenza stampa era presente Pia Antignani, oggi poco più che ventenne, sopravvissuta al terremoto del 2002. Pia rimase molte ore sotto alle macerie della vecchia scuola Jovine.
Con lei, per l’appunto, anche Sergio Bianchi, che è presidente dell’Associazione vittime universitarie del sisma ideatrice del premio di laurea Avus in ricordo degli studenti universitari morti all’Aquila.
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