I genitori e gli insegnanti contro il Piano scolastico

29 Ottobre 2019

Il Comitato spontaneo è contrario al riordino stabilito dall’assessore Bignotti Le ragioni del no in un documento inviato anche al presidente Mattarella

L’AQUILA. Scoppia la protesta, attraverso un documento, contro il dimensionamento scolastico attuato dall'amministrazione comunale dell'Aquila.
GENITORI E INSEGNANTI. A scendere in campo e mettere nero su bianco il problema, un gruppo di lavoro, composto da insegnanti e genitori, riunito dopo il mandato ricevuto dall’assemblea sindacale dello scorso 21 ottobre, che ha coinvolto tutte le scuole comunali della città.
INVIATO A MATTARELLA. Nel corso dell'incontro sono state espresse le numerose ragioni contro il provvedimento, arrivate dalle varie componenti del mondo della scuola, e il documento è stato inviato anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, oltre alle istituzioni locali coinvolte.
Nel frattempo, è stata avviata una raccolta di firme tra la popolazione.
«Speriamo che i nostri rappresentanti istituzionali», afferma il gruppo di lavoro, «vogliano finalmente accogliere l’opportunità di porgere ascolto attivo, di comprendere le nostre ragioni e di fare un coraggioso passo indietro, sospendendo la deliberazione di giunta numero 404 del 17 settembre scorso, relativa al dimensionamento scolastico».
LE RICHIESTE. Nel documento si chiede “di sospendere con effetto immediato l’intero iter procedurale, per sostenerne uno efficace, ragionato e partecipato che coinvolga tutto il personale scolastico nelle sedi decisionali tramite propri rappresentanti, e che tenga conto delle esigenze delle famiglie, degli studenti, delle studentesse e delle varie parti sociali e culturali dei territori».
COSA PREVEDE. Il Piano di dimensionamento della rete scolastica, proposto dall’assessore comunale alle Politiche educative e scolastiche Francesco Cristiano Bignotti, dovrebbe diventare operativo dal 2020-2021 e prevede la costituzione di sei Istituti comprensivi, all’interno dei quali collocare scuole dell’infanzia, primarie e medie, in base alla territorialità.
RODARI IN PRIMA LINEA. La protesta è partita dall’Istituto Rodari, che è stato il primo a mobilitarsi, ma si è poi allargata alle altre scuole cittadine. Contro il provvedimento si è levata anche l’opposizione in consiglio comunale.
LE RAGIONI DEL NO. Il dissenso poggia su una serie di motivazioni, condivise dal coordinamento di insegnanti e genitori. In primis perché il piano «penalizza il territorio, già fortemente deprivato e disgregato a causa del sisma del 2009». Inoltre, «precorre un’azione», si legge nel documento, «che va eseguita al termine o quantomeno in uno stato di avanzamento dei lavori di ricostruzione degli edifici scolastici, senza attenderne il loro fattivo ricollocamento e per lo studente, l'integrazione, la partecipazione e la comunicazione, senza tener conto della mobilità demografica ancora in fieri, affidandosi a proiezioni che hanno un largo margine di errore». Una decisione «calata dall’alto», che rischia di penalizzare anche il personale della scuola e che «genera preoccupazione nelle famiglie, perché scardina punti di riferimento ormai riconosciuti e consolidati nel tempo, come la continuità educativa, didattica e metodologica garantita da un organico stabile, che invece sarà messo inevitabilmente in discussione».
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