I Gigli della memoria, parole e pensieri

4 Aprile 2019

Ci sono libri che sono più cari degli altri. Perché fermano un attimo, un giro di valzer. Quello che, 10 anni fa, ha danzato la mia terra ballerina, all’Aquila e intorno all’Aquila: istanti, momenti...

Ci sono libri che sono più cari degli altri. Perché fermano un attimo, un giro di valzer. Quello che, 10 anni fa, ha danzato la mia terra ballerina, all’Aquila e intorno all’Aquila: istanti, momenti durissimi. Chi lo ha vissuto ricorda quel senso di ottundimento: madre terra, quasi sempre dura coriacea e stabile sotto i piedi, diventata molle, una distesa di sabbia o d’acqua. C’erano i nostri occhi spalancati su quei giorni; un tempo che continuava a scorrere solo per gli altri: tempo dilatato, cattivo, vuoto che aveva inghiottito visi, volti, nomi e cognomi, case, strade, muri, storie. Avevo la solita arma che ho sempre avuto al mio fianco: il pugnale della scrittura. Ho scavato in me e negli altri, a mani nude. Nacque prima un gruppo Fb, “La Banca della memoria”, sul quale si depositavano post e pensieri. Fu naturale pensare a un libro: nascono così “I Gigli della memoria”, grazie alla casa editrice Tabula fati. Ho curato le bozze di quei racconti immersa nel dolore mio e in quello degli altri, cercando di correggere il minimo perché restasse il sapore amaro dello sbigottimento, la traccia del pianto qualche volta anche il sospiro di sollievo, il sorriso appena accennato, la voglia di continuare a vivere, nonostante tutto. È un libro-testimonianza: 55 persone raccontano le loro prime 12 ore dopo la scossa. La seconda parte è costituita solo da miei racconti. Mesi trascorsi con la testa china, in case provvisorie: rileggendo parole nate dalla vergogna, dalla paura, dalla forza, dallo sbandamento: istantanee in bianco e nero, pose scomposte senza fotoshop senza inganni. Gli autori delle 7 sezioni: M.Cristina Rosa, Stefano Carnicelli, Fabio Iuliano, Adriano Sabatini, Patrizia Santangelo, Federica Meogrossi, Luisa Nardecchia (sezione “Numeri”); per “La lista” Raimondo Fanale, Anna Colasacco, Stefano Catastini, Fabio Sabatini, M.Teresa Mosca, Fabrizia Petrei, Graziella Cucchiarelli, Renzi Bucci, Elisabetta D’Ambrosio, Lidia Carlomagno. “A piedi nudi” con: Silvia Gisotti, Patrizia Ferri, Laura Pelliccione, Paola Contento, Raniero Pizzi; per “Qui è ancora notte”: Walter Cavalieri, Patrizia Petricola, Cristina Busilacchio, Francesca Curtacci, Paola Bartolomucci, Reinaldo del Vecchio, Cristina Spennati, Mario Rotellini, Cristina Mancini e Biancamaria Cimini. Per “Esodo” Maq, Sonia Castellani, Marina Lauri, Manuel Romano, Francesca Luzi, Rosa Minervini. Per “Voci” Vincenzo Vittorini, Pamela Fiorenza, Annunziata Grancuore, Roberta Marinucci, Anna Guerrieri, Luca Vespasiano e Giustino Parisse. “Gli intrusi”: Bianca Mollicone, Alessandro Cappa, Enzo Alloggia, Jessica Zarivi, Kristina Pelà, Antonietta Soldati, Adriano di Barba, Davide Simone, Max Giuliani e Thomas Pistoia. Antonello Santarelli ha realizzato la bella copertina e Paolo Rumiz la meravigliosa postfazione. Un libro può essere anche una meridiana, un monito se misura il tempo e le stagioni, le luci e le ombre. In 10 anni molto è cambiato. E si avvicina ancora un nuovo 6 Aprile. Con l’ostinazione della primavera, in questa bellezza della vita che ricomincia, con la ricchezza grande di ogni stagione, quella bellezza che ancora ci appartiene: il tempo della vita, il suo scorrere allegro e doloroso, anche nel dolore del ricordo. Da non sprecare, da non sprecare mai.
*scrittrice