I giocatori biancoverdi diventano commessi

Calcio fermo e stipendi sospesi. Patania, Masini e Rabbeni assunti al supermercato: «Ci diamo da fare»
AVEZZANO. Dal campo di calcio agli scaffali di un supermercato. Il campionato di serie D è fermo per l’emergenza coronavirus, gli stipendi sono sospesi e alcuni calciatori non possono tornare a casa dalle rispettive famiglie. Ecco perché tre giocatori dell’Avezzano, la punta argentina Gerardo Masini e i siciliani Luciano Rabbeni (attaccante) e Alberto Patania (portiere) hanno deciso di rimboccarsi le maniche e di trovarsi un lavoro. I tre calciatori sono stati assunti in un supermercato della città con un contratto part-time. La mattina indossano mascherine, guanti e camici e lavorano 5-6 ore: caricano la merce, danno una mano alla cassa, sistemano gli scaffali e mettono l’etichetta con i prezzi sui prodotti. Poi, il pomeriggio si allenano a casa seguendo il programma settimanale assegnato alla squadra dal tecnico Andrea Liguori e dal preparatore atletico Franco Olivieri. «Si è presentata questa occasione e abbiamo deciso di approfittarne, così ci diamo da fare in un momento in cui i campionati sono fermi», spiega il portiere palermitano Patania. «Non posso tornare in Sicilia e quindi ho accettato questo lavoro. È una soluzione positiva per me perché mi tiene impegnato e mi permette di fare esperienza. Il calcio è la cosa più bella del mondo, ma ora c’è bisogno di rimboccarsi le maniche». Anche perché ora nelle tasche dei giocatori dilettantistici non entrano più soldi. «Noi dilettanti non siamo tutelati», dice Patania. «Questo è un grosso danno economico per noi. Quando saltano le mensilità, diventa un problema anche per noi calciatori. La priorità, però, è la salute. Si può ripartire solo se ci saranno tutte le condizioni di sicurezza. E non solo nei professionisti, ma anche e soprattutto nei dilettanti dove i controlli sono meno». Masini ha la famiglia dall’altra parte del mondo. «L’11 marzo la mia famiglia è tornata in Argentina e io non posso raggiungerla perché i voli sono sospesi», dice l’attaccante biancoverde. «Sto qui senza fare niente, così ho deciso di dare una mano al supermercato. Lavoriamo con tutte le dovute precauzioni». «In tempo di coprifuoco», aggiunge il presidente Gianni Paris, «non ci sono ruoli e partiti. C’è solo una bandiera: quella del volersi bene e dell’essere concreti. I giocatori dell’Avezzano si stanno dando da fare in un momento così difficile. Ne sono orgoglioso».
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