I lavoratori delle coop continuano l’occupazione

13 Maggio 2017

Da cinque mesi sono in attesa di conoscere il loro futuro occupazionale  Ma il sindaco Casini avverte: noi abbiamo trovato una situazione al collasso

SULMONA. Nell’incontro di ieri mattina col sindaco non sono arrivate le rassicurazioni sperate e allora i lavoratori hanno deciso di organizzarsi per la seconda notte a palazzo San Francesco. Un’occupazione non proprio agevole, visto che uffici e porte dei corridoi che portano ai bagni vengono chiusi, lasciando gli occupanti senza la possibilità di usufruire dei servizi. E a ciò si aggiunge che le prime due notti sono trascorse nell’aula consiliare tra sedie e sacchi a pelo sistemati alla meno peggio, anche tra i chicchi di riso lanciati nell’ultimo matrimonio celebrato la scorsa settimana. Già, perché il “caos cooperative” in Comune, oltre a compromettere il futuro occupazionale dei dipendenti, mette a rischio l’erogazione dei servizi ai cittadini e compromette la pulizia stessa del palazzo, mai stato così sporco come in questi giorni, dopo la scadenza dell’appalto con la coop che gestiva le pulizie.
«La clausola sociale salvaguarderà i posti di lavoro», interviene il sindaco Annamaria Casini, «noi qui abbiamo trovato una situazione al collasso. Negli ultimi tempi ben sette persone sono andate in pensione e le carenze di organico stanno compromettendo i tempi di risposta ai cittadini, la qualità dei servizi erogati e soprattutto il futuro dei lavoratori delle cooperative. In più, qui non è mai stata fatta innovazione e i rischi, quando si lavora da privati col pubblico, vanno tenuti presenti. Certo stiamo parlando di persone e delle loro famiglie, ma nello stesso tempo va detto che la macchina organizzativa va risanata e anche le cooperative finora sono servite come bacino elettorale, coi lavoratori che venivano chiamati a svolgere compiti che nemmeno gli competevano. Per questo vogliamo riorganizzare gli uffici per ridare dignità alle persone e offrire servizi di qualità. Ci vorrà del tempo e io sono arrivata anche con parecchie riforme in corso sulla pubblica amministrazione e sugli appalti». In attesa restano da quasi cinque mesi i 24 lavoratori della Satic, che nei giorni scorsi ha perso l’appalto sulla guardiania del Comune a vantaggio della CreaService.
«Noi stiamo facendo uno sforzo immane a restare con tutti i lavoratori», spiega Sigismondo Canepari, presidente della Satic, «al nostro posto altri avrebbero già licenziato».
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