I lavoratori Intecs non mollano il presidio

Innocente (Rsu): preoccupati per lo scioglimento del consiglio regionale, speriamo non si debba ricominciare da capo
L’AQUILA. La fine anticipata della legislatura D’Alfonso, rischia di allungare a dismisura i tempi per lo sblocco della situazione dei lavoratori Intecs (ex Technolabs), ormai arrivati all'ottavo mese post licenziamento.
Il presidio permanente davanti a Palazzo Silone, sede della giunta regionale, non è cessato nemmeno in questi giorni di vacanze agostane. «Già il bando sulla Space Economy ha subìto forti ritardi», spiega Umberto Innocente, ingegnere e rappresentante sindacale Rsu. «l vuoto che ci sarà sulla poltrona dell’assessorato alle Attività produttive rischia di rallentare ulteriormente le cose. Il successore di Giovanni Lolli, che fin qui ha seguito tutte le trattative, dovrà riprendere in mano il dossier, sempre ammesso che sia d’accordo sul percorso fin qui tracciato». Il bando in questione è quello indetto a giugno dall’Asi, l’Agenzia spaziale italiana, denominato “Partenariato per l’Innovazione per la realizzazione del nuovo sistema satellitare Ital-GovSatCom”. L’iniziativa rientra nell’ambito del programma Mirror GovSatCom previsto dal Piano Space Economy, che prevede un investimento complessivo di circa 4,7 miliardi di euro. Mirror GovSatCom è basato, tra le altre cose, su un protocollo d’intesa sottoscritto dal Mise e da 12 Regioni, tra cui appunto l’Abruzzo, per realizzare un programma di aiuti al comparto Ricerca e sviluppo. In sintesi, le Regioni contribuiscono mettendo ciascuna una certa cifra. L’Abruzzo ha stanziato, con due delibere di giunta, 10 milioni di euro. Il bando dell’Asi prevede che chi si aggiudicherà l’appalto dia delle commesse alle aziende del territorio. La Regione Abruzzo ha firmato un ulteriore accordo che impone, a chi riceverà la commessa, di assumere i lavoratori Intecs. Questi ultimi, però, vorrebbero avere maggiori garanzie, da parte dei player che si aggiudicheranno l'appalto, sulla loro riassunzione. Lolli assicura che c’è già una Newco disposta a farsi carico, a livello locale, di tutti i 70 ex dipendenti Intecs. Ma tutto dipenderà da quello che accadrà a livello nazionale. Nel frattempo, i lavoratori licenziati, attualmente tutti sotto Naspi, hanno presentato alla Intecs un decreto ingiuntivo per il mancato pagamento dei Tfr e dei quattro mesi di preavviso a cui avevano diritto (l’azienda ha liquidato solo alcune rate) e le hanno intentato causa anche per licenziamento illegittimo. «L'azienda ci ha licenziato», spiega ancora Innocente, «dicendo che eravamo infungibili, cioè: poiché avevamo lavorato tutti nelle telecomunicazioni, non saremmo stati in grado di lavorare in altri settori. Ovviamente non è vero, sia perché molti di noi già da tempo lavoravano in settori diversi dalle Tlc, sia perché le nostre competenze possono essere utilizzate anche in altri ambiti».
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