I Modena city ramblers alla Festa del contadino

Sabato sera atteso appuntamento a Tornimparte con la storica band italiana A Santo Stefano di Sessanio il raduno dei fuoristrada “Sulle tracce di Annibale”
L’AQUILA. C’è chi li ricorda ai tempi di Cisco dentro l’anfiteatro Amiternum, a raccontare al microfono le contraddizioni di un’Italia di fine millennio incapace di dare risposte ai più deboli e a chi, già allora, si trovava a vendere orologi alle stelle per lasciarsi alle spalle quaranta notti al gelo sotto un portico deserto, magari scappando da un continente nel quale non avrebbe avuto futuro. Molti anni sono passati da quel periodo, e dei Modena City Ramblers di allora non è rimasto molto, se non quella grinta da “combat rock” e quel legame autentico con la propria terra. Di qui la scelta del comitato organizzatore della festa del Contadino di Tornimparte di averli come ospiti principali del karmesse, in un concerto gratuito in programma sabato nella frazione di Forcelle. I Ramblers – a proposito di terra – portano sul palco i brani del loro ultimo lavoro “Mani come rami, ai piedi radici”, uscito a inizio marzo con l’etichetta della band, Modena city records, in cd e in vinile (a tiratura limitata). Un lavoro che evoca tutta la forza espressiva della band, unita alla poesia che si accompagna ai testi in italiano, in dialetto, ma anche in spagnolo e in inglese. Tutti i brani sono stati scritti, arrangiati e prodotti direttamente dal gruppo che ha raggiunto una maturità artistica invidiabile, come si riscontra anche nei numerosi live da un angolo all’altro della Penisola. L’Ep mette in campo tutta l’energia e la carica di canzoni come “El senor Tex“, “Welcome to Tirana” e “Ragas pin de stras“, o l’allegria e la positività di “Volare controvento”. Un misto di suoni ritmati e atmosfere balcaniche che ricordano vagamente le loro passate collaborazioni con Goran Bregovich. Un gruppo di canzoni che si alterna a ballate come “Mani in tasca, rami nel bosco“, “A un passo verso il cielo” e “Grande fiume“, dai testi morbidi o le dolci ninnananne “Angelo del mattino” – sospesa tra tradizione mediterranea e irlandese – e “Quacet putein“, dove il dialetto si stende su un tappeto sonoro che profuma di bosco e venti del nord.
Insomma, i Ramblers hanno attinto a tecniche creative ben rodate senza tralasciare l’omaggio allo scrittore di fantascienza, Philip Dick, in “Sogneremo pecore elettriche?“. In concerto ci sarà spazio anche ai successi di sempre come “Un giorno di pioggia”, “Ninna nanna” e “I cento passi”. Quella attuale è la formazione più longeva: Dudu, Robby, Franco, Fry, Massimo, Leo e Luca suonano insieme da sette anni, hanno all’attivo cinque album e suonato in più di cinquecento serate.
LA KERMESSE. Ricco il programma della festa, promossa dall’associazione “Santo Stefano”. Si parte venerdì con un cartellone che vede anche un tour jeep 4×4, le moto del Vespaclub dell’Aquila, il raduno dei fuoristrada “Sulle tracce di Annibale”, la passeggiata solidale su due ruote, la Sfilata medioevale con gli sbandieratori e il primo torneo di “softair”, attività ludico sportiva basata sulle tecniche e tattiche militari nei boschi.
COMPLEANNO IRISH. Muffa Rialzo e dj Borracha faranno da colonna sonora alla festa per gli 8 anni dell’Irish cafè. Era il 16 agosto 2009 quando Massimiliano Di Marco e Francesco Scipioni sono riusciti a trasformare un casolare commerciale in un locale che ha di fatto raccolto l’eredità del pub irlandese di via Tempera, il tempio di Daniele Banelli detto “ju Sciamano”. Da allora il locale di Pianola è diventato uno dei punti di riferimento per la musica dal vivo. Appuntamento, proprio mercoledì 16.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

