I Musei Capitolini monitorati dal 5G e dall’Università
L’AQUILA. I Musei Capitolini monitorati grazie alla tecnologia 5G e all’Università dell’Aquila. Otto sensori registreranno con regolarità informazioni sullo stato della struttura per rilevare eventi...
L’AQUILA. I Musei Capitolini monitorati grazie alla tecnologia 5G e all’Università dell’Aquila. Otto sensori registreranno con regolarità informazioni sullo stato della struttura per rilevare eventi critici che possono influire sulla stabilità dell'edificio. L'innovativo scenario di utilizzo del 5G per la sicurezza è stato presentato a Roma. Nell’ambito del progetto #Roma5G, il Palazzo dei Conservatori e la Sala Esedra del Marco Aurelio sono stati dotati, a ottobre scorso, di otto rilevatori, che consentono di monitorare il complesso museale. Grazie alla piattaforma integrata, che sfrutta le frequenze 5G e l’infrastruttura ultraveloce di Fastweb, alle tecnologie di ultima generazione di Zte e al know-how dell’Università dell'Aquila, i Musei Capitolini potranno avviare interventi per la protezione e la conservazione degli edifici e del patrimonio artistico e programmare azioni predittive di manutenzione basate sull’analisi dei dati raccolti. La sperimentazione messa in campo nel museo pubblico più antico del mondo, da sempre uno dei simboli più importanti di Roma, servirà a dimostrare le potenzialità del 5G in termini di affidabilità, velocità e bassissima latenza per la trasmissione, in tempo reale, dei dati rilevati. «L'obiettivo che ci siamo preposti è duplice», afferma Fabio Graziosi, referente per le azioni di stimolo della domanda e dell’offerta di servizi digitali, «raccogliere, tramite un sistema di sensori, dati accelerometrici, in modo da identificare le specificità strutturali dell'edificio e far emergere eventuali criticità, che potrebbero richiedere approfondimenti tecnici o interventi di manutenzione preventiva. Il secondo obiettivo ha riguardato la gestione della prima emergenza in caso di evento sismico: sempre tramite i sensori di cui è dotato, l’edificio è in grado di riconoscere un evento critico in corso e, attraverso la rete 5G, rendere immediatamente disponibile questa informazione ad un centro di elaborazione e controllo. Le reti 5G garantiscono, infatti, che un’informazione arrivi dal punto in cui viene generata al punto in cui viene utilizzata ed elaborata», conclude Graziosi, «con ritardi che sono dell’ordine di qualche millisecondo». (m.p.)
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