I negozianti: l’ennesimo schiaffo, non reggiamo un altro salasso

AVEZZANO. Il rischio chiusura del tribunale di Avezzano preoccupa anche i commercianti e gli imprenditori della città, visto che a risentirne non sarebbe solo l’amministrazione della giustizia, ma...
AVEZZANO. Il rischio chiusura del tribunale di Avezzano preoccupa anche i commercianti e gli imprenditori della città, visto che a risentirne non sarebbe solo l’amministrazione della giustizia, ma anche tutto l’indotto economico che ruota intorno: dai bar ai negozi, dal settore della ristorazione a quello immobiliare. «La chiusura del presidio di giustizia rappresenterebbe un enorme danno per il commercio, i servizi e dunque l’economia della città e della Marsica», spiega preoccupato il presidente di Confcommercio Avezzano, Giuliano Montaldi, «alla perdita del flusso economico occorre aggiungere anche i tanti disagi per i cittadini del comprensorio che dovranno raggiungere L’Aquila. Non possiamo permetterci un altro salasso per questo territorio già duramente provato dalla deindustrializzazione e la chiusura dei reparti dell’ospedale di Avezzano, oltre che dalla pandemia. Come associazione», conclude Montaldi, «siamo al fianco del Comune per tutte le iniziative che vorrà intraprendere finalizzate alla salvaguardia del nostro tribunale: occorre fare squadra, invertire la rotta e incominciare finalmente a guardare ai progetti futuri per rilanciare l’occupazione e i servizi della Marsica».
«È uno dei rubinetti economici della città, un vero e proprio business per tante attività commerciali soprattutto del centro», aggiunge Mauro Orfanelli, titolare dello storico bar Conca d’Oro di via Garibaldi, «per il 60 per cento il nostro lavoro si concentra al mattino, proprio grazie alle persone che ruotano intorno al tribunale. Speriamo nella capacità della politica e in una salvezza definitiva, cruciale per l’economia e la tutela di tanti posti di lavoro».
Ne è convinto anche Emilio Carmignani dell’omonima pasticceria di via Corradini. «Sicuramente Avezzano perderebbe uno dei pochi punti di interesse rimasti», spiega Carmignani, «e il danno non sarebbe solo economico, ma anche morale: penso alle sorti della bellissima e storica struttura che oggi lo ospita».
«Un altro schiaffo per il commercio», sottolinea Valentina Savina, titolare di diverse attività commerciali e di ristorazione, «soprattutto del centro, che sta facendo grandi sforzi per risorgere, ma anche per il tessuto sociale della città. Non capisco perché debbano chiuderlo visto che il nostro tribunale è uno dei più produttivi in termini di numeri e anche per questo va difeso a tutto i costi. Lo dico da moglie di un avvocato, mentre per quanto riguarda il settore della ristorazione, con la sua chiusura, si chiuderebbe anche la finestra del pranzo di lavoro, oggi fonte di guadagno per molti ristoranti». È sulla stessa linea anche Stefano Mosca, della storica pizzeria Corrado di piazza Risorgimento. «Dal lunedì al venerdì il tribunale porta gente», osserva Mosca, «spesso gli stessi avvocati, ma anche i cittadini impegnati nelle cause escono e si fermano a mangiare un pezzo di pizza, piuttosto che un gelato o un tramezzino. Se dovessero chiuderlo, la piazza si trasformerà in un deserto e verrebbe a mancare una buona fetta di economia. Per questo auspichiamo che non accada e speriamo che venga fatto di tutto per la sua salvezza».
Con il taglio del tribunale di Avezzano ci sarebbero ripercussioni anche per il settore immobiliare. «Nel breve termine a risentirne saranno gli immobili a uso ufficio», osserva Lucio Sansone, titolare di un’agenzia immobiliare, «uno studio professionale che lavora in città ha bisogno di determinati spazi, ma se l’attività si dovesse spostare verso L’Aquila, è chiaro che il professionista prenderà delle decisioni: qualche avvocato più anziano, magari scoraggiato dalla distanza, potrebbe valutare di chiudere definitivamente il proprio studio, mentre un legale in attività potrebbe scegliere di prendere un ufficio all’Aquila e dunque ridurre spazio e costi per quello ad Avezzano. Una situazione», sottolinea Sansone, «che metterebbe in seria crisi tutto il settore degli immobili a uso ufficio che ad Avezzano è già in difficoltà. Tuttavia nel medio termine la chiusura del tribunale rischia di incidere anche sul settore residenziale: un giovane professionista costretto a spostarsi ogni giorno dall’Aquila ad Avezzano potrebbe, infatti, pensare di trasferire tutta la famiglia. Infine verrebbe a mancare anche la figura del giudice, una delle risorse economiche forti. Insomma, col taglio del presìdio di giustizia», conclude il titolare dell’agenzia immobiliare avezzanese, «rischiamo di assistere al depauperamento di tutto un indotto economico di fondamentale importanza per la nostra città e per l’intera Marsica». (f.d.m.)
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