I precedenti: auto incendiate all’ex sindaco e minacce di morte al poliziotto Gargano
Due episodi avvolti nel mistero sono avvenuti prima e dopo gli arresti su presunti abusi nel Comune di Tagliacozzo sulla gestione di incarichi e appalti. A metà febbraio tre auto parcheggiate davanti...
Due episodi avvolti nel mistero sono avvenuti prima e dopo gli arresti su presunti abusi nel Comune di Tagliacozzo sulla gestione di incarichi e appalti. A metà febbraio tre auto parcheggiate davanti all’abitazione dell’ex sindaco Di Marco Testa sono state distrutte da un incendio: una Alfa 156 dell’allora primo cittadino, la Fiat 500 della moglie e la Mini Cooper della figlia. Un rogo di probabile origine dolosa sul quale sono ancora in corso indagini dei carabinieri della compagnia di Tagliacozzo. Ciò che è rimasto delle vetture era stato sequestrato per i rilievi. Dopo l’episodio, c’era stata anche una manifestazione di solidarietà in favore dell’ex sindaco.
Il secondo episodio è avvenuto ad aprile, a circa una settimana dai provvedimenti della Procura. L’ex consigliere comunale Alfonso Gargano ha trovato un proiettile di pistola in un vaso e due lettere con eloquenti minacce, anche di morte, nella sua abitazione di Villa San Sebastiano, frazione di Tagliacozzo. Gargano, agente della polizia di Stato, è il grande accusatore nell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco-finanziere Maurizio Di Marco Testa e dell’assessore Gabriele Venturini. «Meriti un monumento non nei giardini di Tagliacozzo ma al cimitero» un passaggio contenuto in una delle due lettere, scritte con calligrafia incerta «ti auguro che tra le molte persone che hai danneggiato ce ne sia qualcuna che te la faccia pagare».

