I precedenti con Wojtyla e Ratzinger

Giovanni Paolo II omaggiò Pietro da Morrone. Benedetto XVI varcò la Porta Santa
L’AQUILA. Sarà certamente la prima volta di un Papa che apre la Porta Santa di Collemaggio ma a parte questo non sarà certo la prima volta che un Pontefice rende omaggio a Celestino V. Il 30 agosto del 1980 Giovanni Paolo II visitò L’Aquila in occasione del sesto centenario dalla nascita di San Bernardino. Fu una visita che andò avanti per una intera giornata. Ci fu prima la “tappa” al cantiere Cogefar dove era in costruzione il tunnel sotto il Gran Sasso, poi la visita al Santuario mariano di Roio, l’incontro con i fedeli allo stadio Fattori e infine la messa davanti alla basilica di Collemaggio. Il Papa nell’omelia parlò, come naturale, di San Bernardino, ma entrò nella basilica per pregare davanti al mausoleo di Celestino V come farà il 28 agosto prossimo Papa Francesco. Non sarà nemmeno la prima volta che un Papa attraversa la Porta Santa (quest’anno è stata “autorizzata” la possibilità di lucrare l’indulgenza anche dal mattino). Lo fece Benedetto XVI per causa di forza maggiore il 28 aprile del 2009. La Porta Santa era l’unica da cui poter accedere a una basilica semidistrutta dal terremoto. Benedetto XVI pose il pallio sulla teca con i resti mortali di Celestino V e si avventurò anche verso l’interno. Benedetto XVI il 4 luglio 2010 rese omaggio a Celestino V in piazza Garibaldi a Sulmona dove la teca col Santo era stata portata (il volto di cera a causa del caldo rischiò di liquefarsi). Ma anche Francesco ha già reso omaggio a Celestino V. Lo ha fatto nella sua visita a Isernia (Pietro del Morrone era molisano) il 5 luglio 2014 quando auspicò che «i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono la conseguenza concreta della fraternità». (g.p.)

