I privati finanziano la terapia intensiva

3 Luglio 2020

Intesa tra L’Aquila per la Vita, Fondazione Carispaq, associazione Vado e Ance: 520mila euro per 4 posti letto e altri servizi 

L’AQUILA. Firmato, nella sede della Fondazione Carispaq, il protocollo d’intesa per la realizzazione del progetto di potenziamento della terapia intensiva dell’ospedale. Il documento, che segna l’avvio dell’iter procedurale, è stato sottoscritto dai rappresentanti delle istituzioni donatrici: Domenico Taglieri, presidente della Fondazione Carispaq; Nunzio Buzzi, presidente dell’associazione Vado; Giorgio Paravano, presidente dell’associazione “L’Aquila per la Vita” e Adolfo Cicchetti, presidente di Ance L’Aquila. A garanzia della trasparenza delle procedure tutto l’iter sarà condiviso con l’associazione Tribunale per i diritti del malato dell’Aquila.
IL PROGETTO. La somma destinata all’intervento, pari a 520mila euro, rappresenta il frutto delle donazioni raccolte nel corso dell’emergenza Covid da parte dell’associazione Vado per 170 mila euro, alle quali si sono aggiunti gli interventi istituzionali dell’Ance L’Aquila per 100mila, della Fondazione Carispaq per 150mila euro, dell’associazione “L’Aquila per la Vita” con lo stanziamento di 100mila euro. Il protocollo d’intesa prevede la costituzione di un “Comitato di Garanzia dei Finanziatori” che avrà il compito di coordinare e supervisionare le singole fasi procedurali dell’intervento. Il comitato, presieduto dal professore Franco Marinangeli, direttore di Anestesia e Rianimazione, è composto dai rappresentanti legali delle parti sottoscrittrici, da un referente dell’Asl e del tribunale per i diritti del malato. La somma raccolta sarà destinata alla realizzazione di 4 nuovi posti letto di terapia intensiva ad altissimo contenuto tecnologico, oltre che a strutture di servizio del reparto, che è stato ed è ancor oggi punto di riferimento dell’intera provincia per l’emergenza Covid-19. «Nei drammatici mesi appena passati, infatti», sostengono i promotori dell’iniziativa, «questa unità operativa ha contribuito in maniera determinante a far fronte all’emergenza gestendo i malati più critici. Oggi, a seguito dell’emanazione del decreto 34, è necessario di fatto raddoppiare i posti letto di terapia intensiva e quindi affrontare spese importanti da parte dell’Asl. Il supporto del consorzio privato permetterà certamente di portare a compimento un’opera di altissima qualità, sia in termini progettuali che tecnologici».
GLI SCOPI. Uno degli obiettivi del progetto è quello di «migliorare l’umanizzazione delle cure e dei percorsi assistenziali consentendo, per quanto possibile, la vicinanza dei familiari ai pazienti attraverso la predisposizione di un’idonea area colloquio e l’uso di strumenti di comunicazione informatizzata anche per malati intubati o tracheostomizzati. Si tratta di realizzare un modello innovativo che “sfruttando” le possibilità offerte dalle più moderne tecnologie, interviene su uno degli aspetti più duri e drammatici che l’emergenza coronavirus ha fatto emergere: quello dell’impossibilità di avere vicino i propri affetti nei momenti di maggiore fragilità».
PROGETTO STRATEGICO. «La realizzazione di questo progetto è strategica nel miglioramento del percorso di cure non solo di pazienti critici, infettivi e non infettivi, ma anche per pazienti da sottoporre a interventi chirurgici complessi. Questo significa un miglioramento qualitativo dell’intero ospedale e quindi un impulso importante per la crescita della nostra sanità», afferma il professor Marinangeli. La Fondazione Carispaq è stata individuata quale ente capofila di progetto per la gestione operativa dell’intervento attraverso l’applicazione dell’art. 20 del Codice degli appalti (opera pubblica realizzata a cura e spese del privato).