I residenti pronti alla denuncia: risarcimento danni al Comune

4 Novembre 2022

La deroga per Halloween riaccende lo scontro tra “Cittadini per il centro storico” e amministrazione La presidente del comitato Aloisio: non c’è altro modo di interagire, veniamo ignorati e presi in giro

L’AQUILA. Azioni legali per risarcire i residenti delle notti insonni causate dalle serate di spettacoli che, di deroga in deroga, vengono autorizzate oltre gli orari abituali: è l’unica strada che il comitato “Cittadini per il centro storico” ritiene ormai percorribile per interagire con «un’amministrazione comunale che non solo ci ignora, ma ci prende anche in giro. Non possiamo fare altrimenti», commenta la presidente dell’associazione Claudia Aloisio, «di fronte ad assenza di dialogo e ordinanze di proroga concesse il giorno prima, che di fatto impediscono di tutelarci con un ricorso al Tar, perché così in pratica non c’è mai il margine di tempo sufficiente per ottenere una sospensiva. Mi chiedo tra l’altro il perché di una deroga il giorno prima: forse l’amministrazione non è sicura di ciò che fa e, col “trucchetto del giorno prima”, può impedire di fatto di impugnare i provvedimenti? È una mancanza di rispetto di chi amministra verso chi viene amministrato».
L’intenzione di Cittadini per il centro storico è ora dare mandato a un legale per avviare un’azione risarcitoria nei confronti del Comune, «per un danno cagionato sia ai residenti», precisa la presidente, «sia a tutti coloro che hanno una visione del centro storico diversa da quella di un enorme “locale a cielo aperto”. Inoltre la giustificazione per Halloween “evento straordinario perché viene una volta all’anno” è risibile: allora è evento straordinario qualsiasi compleanno e qualsiasi anniversario».
Della questione si è parlato anche nell’ultima seduta della quinta commissione comunale, nella quale è intervenuto il vicesindaco Raffaele Daniele che ha la delega al Commercio. «Che non deve pensare», conclude la presidente, «che l’investitura popolare ricevuta possa consentirgli di calpestare diritti altrui, né di pronunciare frasi offensive come quella detta in commissione nei miei confronti, quando mi ha definita quella che “li odia perché ci vuole denunciare”: un frase infelice che ritengo un’offesa sessista, oltre che un modo per svilire il mio ruolo di presidente e quello del comitato stesso». Quest’ultima osservazione è stata fatta anche da esponenti di minoranza.
«Non comprendo proprio dove sia il “sessismo” in quella frase estemporanea», dice il vicesindaco sull’argomento, «ma neanche l’offesa: chi minaccia querele e denunce non penso sia una persona con la quale c’è un rapporto cordiale. Comprendo la difficoltà dell’opposizione verso un’amministrazione che sta facendo molto, a partire da una stretta importante sul rispetto delle regole, ma», conclude Daniele, «resto davvero incredulo di fronte a certe affermazioni pretestuose».
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