I ristoratori provano a salvare le conviviali dei linguacciuti

La pandemia condiziona per il secondo anno le congreghe Ma c’è chi si sta organizzando per onorare l’appuntamento
L’AQUILA. «Cari amici, anche in questo nuovo anno 2022 siamo costretti a rinviare la conviviale del 21 gennaio e tutte le altre iniziative connesse alla festa di Sant’Agnese». Il messaggio di Luca Frascaria continua a girare tra componenti e seguaci dell’Antica e nobile congregazione di Sant’Agnese. Parole che rattristano, ma che non sorprendono più di tanto. I tempi sono quelli che sono.
LE CONGREGHE
«Sono molto dispiaciuto», commenta l’odontotecnico aquilano, «anche perché avrei voluto finalmente ricominciare una vita normale con tutti voi, ridere, scherzare, discutere e soprattutto divertirci. Purtroppo la nuova variante Covid, sta dando grossi problemi e non permette assolutamente di effettuare iniziative in tranquillità e serenità».
I RISTORATORI
Eppure, in città e nel comprensorio aquilano, non tutti hanno scelto di rinunciare alle conviviali nella serata di domani. L’osteria Zio Tobia, ad esempio, ha preparato un menu dedicato nel ristorante che si trova all’interno di uno storico edificio del XVII secolo, Palazzo Manieri, tra via Bazzano e corso Federico II. «Abbiamo la possibilità di organizzare i nostri spazi in sale separate», spiega il titolare Daniele Castorani che poco più di due anni fa ha deciso di aprire un secondo ristorante in affiancamento a uno già esistente all’interno di un residence a Tortoreto. «Qui all’Aquila siamo rimasti affascinati dalla tradizione di Sant’Agnese nel 2020. Subito dopo c’è stato il caos della pandemia e si è fermato tutto. Ora siamo in condizioni di riservare una sala specifica, quella della Mangiatoia di Sant’Antonio». Il ristorante è rimasto fermo per alcuni giorni di ferie a gennaio e così hanno fatto molti altri. Gennaio, si sa, non è il periodo più felice per fare affari a tavola. Giorgio Carissimi (osteria Giorgione), che nelle scorse settimane non aveva nascosto le difficoltà gestionali, ha scelto di chiudere per un mese. Ma c’è chi stringe i denti e rilancia, come Letizia Cucchiella dell’agriristoro Le Origini a Bominaco. Un menu tipico per l’occasione incentrato sulla valorizzazione dello zafferano. «In questo caso», dice Cucchiella, «abbiamo cercato di puntare su una selezione che ricorda le cene che organizzavamo quando avevamo un locale all’Aquila a Borgo Rivera. A Bominaco il locale è relativamente piccolo, possiamo servire poche persone, ma questo ci permette di lavorare in sicurezza e ciò viene premiato dai nostri clienti».
IL PIANETA MALDICENZA
Altra “tegola” su questo 21 gennaio, la scelta dell’associazione Confraternita dei Devoti di Sant’Agnese di rivedere le iniziative legate alla maldicenza aquilana. «In accordo con il priore Biagio Tempesta e con l’oste Armando Ippolito», si legge in una nota, «anche per guardare al futuro con un minimo di ottimismo, si è deciso non di annullare, bensì di rinviare tutto al 21 giugno, solstizio d’estate». In quanto all’abbinato concorso fotografico si è pronti a decretare un vincitore. «Abbiamo lavorato con la giuria tecnica che comprende alcuni fotografi come Stefano Pettine, Roberto Grillo e Christian Nuvolone», dichiara Marco Equizi, avvocato e fotografo. «Il tentativo è quello di coinvolgere diverse professionalità. Ma per fare questo c’è bisogno della partecipazione della gente».
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