I salesiani danno l’addio alla città Dopo 40 anni lasciano Cristo Re

Nessun ripensamento e il vescovo Fusco ha nominato subito nuovo parroco don Fabio D’Alfonso La cooperatrice Lucia Ortu: una grave perdita, ma resterà l’Oratorio che noi laici porteremo avanti
SULMONA. Che sarebbero andati via da Sulmona lo avevano annunciato già da alcuni mesi, ma fino all’ultimo tutti avevano sperato in un loro ripensamento.
Da ieri, invece, l’addio a Sulmona dei sacerdoti salesiani è diventato ufficiale. Ad annunciarlo il vescovo Michele Fusco, che ha anche reso noto il nome del nuovo parroco della comunità di Cristo Re, gestita da oltre 40 anni dai padri salesiani. Si tratta di don Fabio D’Alfonso, fino a ieri parroco di Bugnara e della chiesa di San Giovanni da Capestrano, a Torrone.
NESSUN RIPENSAMENTO. «Dopo aver fatto richiesta al consiglio della Circoscrizione Salesiana di ripensarci e di rimanere ancora a Sulmona, senza aver avuto una risposta affermativa ho deciso di nominare il nuovo parroco», spiega monsignor Fusco. «Ringrazio la Comunità dei Salesiani, nella persona dell’attuale parroco don Giovanni Molinari, per il servizio svolto per più di quarant’anni a Sulmona, formando tanti laici al servizio della comunità e in modo particolare per la presenza dell’Oratorio, nel quale varie generazioni di giovani hanno trovato un punto di riferimento».
CONTINUITÀ. Dopo oltre 40 anni la canonica di via Cornacchiola resterà senza sacerdoti salesiani, anche se lasceranno in città un segno tangibile con la Comunità cooperatori salesiani, composta da una quarantina di laici sulmonesi, che proseguiranno le attività parrocchiali nel nome e nel carisma di Don Bosco. Il primo padre salesiano giunto a Sulmona fu don Luigi Colletta nel lontano 1979, don Antonio Gianpaoletti, don Paolo Rossi, don Remo Franchi, don Ezio Rossi, don Valdemar e l’attuale don Giovanni Molinari.
L’ORATORIO. Mentre il primo direttore dell’oratorio fu don Cesare Orfini, che iniziò a portare in città un nuovo metodo per attrarre i giovani verso la Chiesa, ispirandosi al carisma di Don Bosco. L’oratorio divenne presto il fulcro delle attività culturali, sportive e ricreative, di educazione e formazione, della città, con centinaia di giovani sempre presenti, attirati e ammirati dalla novità e dal nuovo modo di fare gruppo.
«Furono organizzati spettacoli fatti anche al Teatro comunale, che coinvolgevano adulti e giovani che frequentavano l’oratorio», ricorda Lucia Ortu, cooperatrice salesiana, «che coinvolgevano anche cento persone tutte insieme. Gruppi sportivi, squadre con Polisportiva giovanile salesiana e i cinecircoli giovanili salesiani».
«Anche se la figura più carismatica e coinvolgente è stata quella di don Giorgio Rossi, che ha riempito l’oratorio di tantissimi giovani, lasciando un ricordo talmente profondo che a distanza di anni viene ancora commemorato nel giorno in cui ricorre la sua scomparsa».
«Quei ragazzi», aggiunge Lucia Ortu, «ora diventati uomini di mezza età, che lo ricordano ancora con affetto e partecipazione».
FOTO E SOCIAL. Tante sono le foto di don Giorgio Rossi postate in questi giorni sui social, a sottolineare la figura di un sacerdote che ha creato un nuovo modo di comunicare con i giovani che a distanza di tanti anni, resta scolpito nelle menti di quei ragazzi che vissero intensamente quell’esperienza.
«Con i sacerdoti salesiani va via un pezzo di storia della città», conclude Lucia Ortu, sottolineando l’importanza che l’oratorio ha avuto anche negli ultimi tempi ,non solo per i sulmonesi, ma anche per i residenti dei paesi del circondario e della Valle Peligna in generale.
«Tanto che alcuni giovani, don Mirko Merighetti di Pratola Peligna, e Mirko Rossi, hanno deciso di prendere i voti, diventando sacerdote e coadiutore. Un ambiente e un insegnamento significativi non solo per la parrocchia, ma per l’intero territorio. A noi cooperatori spetterà ora, insieme al nuovo parroco don Fabio D’Alfonso, tenere vivo il carisma salesiano».
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