I segreti di Andreotti svelati dai suoi figli

Presentato a Celano, con il contributo di storici e politici, il libro sullo statista della Democrazia cristiana
CELANO. “I Diari segreti di Giulio Andreotti” è il titolo del libro che svela molti retroscena della vita di un personaggio simbolo della Prima repubblica, e non solo presentato nei giardini dell’hotel Le gole. L’opera è stata realizzata dai figli dello statista della Democrazia cristiana, Serena e Stefano Andreotti presenti all’evento. Davanti a una platea di circa 130 persone, si sono alternati storici, politici e luminari del diritto che hanno messo a fuoco, ognuno per le proprie competenze, le peculiarità della vita di Andreotti, il tutto col contributo dei due figli. I “lavori” sono stati aperti dalle letture di alcuni passi ripresi dagli stessi Diari di Andreotti e recitati dal giovane artista celanese Ermanno Piccone. L’introduzione è stata curata dall’avvocato Lucio Cotturone, responsabile dell'iniziativa e incaricato dai due figli di Andreotti di promuovere l’opera anche attraverso dibattiti pubblici. «Ritengo che la figura di Andreotti debba essere rivalutata e fatta conoscere realmente per quel che è e non per quello che si vorrebbe far credere e far ingiustamente passare», ha detto Cotturone. Aneddotti storici sono stati resi noti da padre Gianmaria Polidoro e dal presidente della Camera penale di Avezzano, Gianluca Presutti. Lo storico e saggista Sergio Iacoboni ha poi commentato i Diari segreti (primo volume anni 79-89) con riferimenti storici, culturali e temporali. Infine il professore Giuseppe Montanara, docente di diritto penale all'Università di Teramo, ha ripercorso i processi a cui Andreotti è stato sottoposto, chiarendo questioni giuridiche di raffinato interesse accademico evidenziando quelle che lui ha definito «le criticità delle sentenze emesse». Nel corso della serata, momenti di spiccata emozione, si sono alternati con altri “ricordi” di carattere storico tra cui il caso Sigonella, Gheddafi, le brigate rosse». Gli interventi, sono stati coordinati da Emanuele Carioti. E non sono mancate domande dirette ai figli di Andreotti anche da parte di politici locali. «Abbiamo intenzione di far conoscere un Giulio Andreotti inedito: marito attento e genitore amorevole con noi figli. Ricordo», ha aggiunto Stefano, «che nostro padre pianse tanto e soffrì molto per il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro». All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, gli onorevoli Mario Tassone e Giancarlo Cantelmi, l’ammiraglio Rinaldo Verì e rappresentanti dell’Ordine degli avvocati e dell’Aiga di Avezzano.
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