I sei candidati a Guanciale: «Sì a un teatro tutto l’anno»

Ecco le proposte degli aspiranti sindaci dopo l’intervista dell’attore al Centro «Diventi punto di riferimento culturale della Marsica, creare un indotto economico»
AVEZZANO. Il Teatro dei Marsi si prepara a ripartire e sull’agenda dell’attore Lino Guanciale c’è già una bozza del cartellone di prosa. Il coordinatore dell’Ufficio teatro ha presentato un memorandum al commissario prefettizio, Mauro Passerotti, per una prossima stagione all’insegna della qualità e del risparmio. Dietro ci sono molto lavoro e un progetto ampio che dovrà essere vagliato dal futuro sindaco. Tanti nomi noti, tante novità e tante idee illustrate in un’intervista esclusiva al Centro. Per Guanciale il teatro deve diventare più attrattivo e riservare spazio alle associazioni storiche e alle compagnie amatoriali. Ma cosa ne pensano i sei candidati?
ANTONIO DEL BOCCIO. «Il Teatro dei Marsi non può ridursi alla messa in essere di una stagione teatrale, che se comunque importante, si riduce all’utilizzo della struttura in un periodo di tempo limitato dell’anno. Deve essere la casa dei marsicani e ospitare una varietà di laboratori formativi, collaborando con i vari teatri italiani, con le università e le istituzioni scolastiche. La stagione teatrale andrebbe condivisa con produzioni del settore in una forma di compartecipazione e bisognerebbe rivedere la funzione del direttore artistico che deve essere supportato da un gruppo di lavoro di professionisti del settore per confrontarsi e coordinare le attività. L’incarico dovrebbe essere annuale e rinnovato in accordo col gruppo di lavoro coinvolto».
MARIO BABBO. «La proposta di stagione di Guanciale, costruita in maniera accorta con un occhio alla spesa pubblica, non può non trovare spazio nelle intenzioni di chi si propone l’obiettivo di rilanciare Avezzano anche come polmone culturale ed economico del territorio e della regione. Lavoreremo per rispettare gli impegni presi con gli artisti e le compagnie contattate, realtà importanti sul territorio nazionale, per accogliere e investire sul profilo della stagione. L’idea di bando per le residenze etiche e il progetto con il teatro dialettale fortificano l’immagine di teatro dinamico che si impegna anche a creare indotto economico per la città».
ANNA MARIA TACCONE. «Il Teatro dei Marsi esprime da diversi anni un’offerta al pubblico di livello molto alto, l’attuale struttura organizzativa ha dimostrato quindi di essere efficace. Certamente non escludo a priori collaborazioni tese a migliorare e implementare la proposta culturale del Teatro dei Marsi. Anzi, a tal proposito, e data l’importanza del nostro teatro, mi piacerebbe aprire un confronto con tutte le associazioni avezzanesi che si occupano di promuovere la cultura sul territorio. Senza tralasciare di valorizzare la creatività e i giovani talenti, preziosi per la valorizzazione della cultura e il coinvolgimento dei giovani».
GIANNI DI PANGRAZIO. «Ho dedicato grande attenzione al tema della cultura come momento educativo, elemento identitario, volàno dello sviluppo della Marsica. La valorizzazione del Teatro dei Marsi costituirà elemento centrale della politica culturale della mia giunta già nei primi 100 giorni di mandato con la Consulta della cultura che inviterò a predisporre un progetto organico anche sul Teatro dei Marsi. Vogliamo farlo diventare un punto di riferimento culturale dell’Abruzzo intero anche grazie ad attori di spicco come Lino Guanciale, facendo il passaggio essenziale per il quale ora siamo maturi: da struttura culturale a impresa culturale».
TIZIANO GENOVESI. «La funzione più importante del teatro è quella sociale. Bisogna attuare una politica radicata nel territorio, ripartire dalle realtà locali attraverso i professionisti del settore. Nello specifico, la funzione del Teatro dei Marsi non può ridursi esclusivamente alla messa in essere di una stagione teatrale, che se comunque importante, si riduce all’utilizzo della struttura in un periodo di tempo limitato nell’arco di un anno. Il teatro deve essere la casa dei marsicani, una casa che deve ospitare una varietà di laboratori formativi: teatro, musica, arti figurative, maestranze, tecnici luci e suoni e altro. Un teatro aperto a chiunque voglia fruire della formazione performativa e culturale».
NICOLA STORNELLI. «Poiché la distanza fisica tra le persone imposta dall'emergenza coronavirus riduce necessariamente il numero degli spettatori in sala, potrebbero essere organizzate, al fine di portare un maggior numero di persone in teatro, due serate dello stesso spettacolo. In qualità di capolista di Avezzano Bene Comune propongo con il coinvolgimento delle associazioni del settore, la trasformazione del Teatro dei Marsi in un vero e proprio Teatro stabile».

