I sindaci del territorio pronti alla mobilitazione. Anastasio: «Non c’è tempo da perdere»

26 Gennaio 2020

Il mancato avvio dei lavori, a tre anni dalla chiusura, sull’immobile che ospitava la Residenza sanitaria assistenziale di Montereale, è una questione che sta a cuore anche agli altri sindaci del...

Il mancato avvio dei lavori, a tre anni dalla chiusura, sull’immobile che ospitava la Residenza sanitaria assistenziale di Montereale, è una questione che sta a cuore anche agli altri sindaci del comprensorio. Per il primo cittadino di Pizzoli, Giovannino Anastasio, la popolazione è davvero pronta a mobilitarsi per questa e altre battaglie. «Comprendo pienamente e sottoscrivo le preoccupazioni del sindaco di Montereale», sostiene Anastasio. «Non si capisce a quale gioco si stia giocando con questa vicenda della Rsa. Occorre valutare bene quali contromisure si possano prendere di fronte a una situazione del genere. Nulla lasciava presagire, dopo tre anni di attesa, che sarebbe arrivato un ulteriore stop a un percorso avviato ormai da tempo. Mi sembra uno scandalo. Siamo tutti solidali con i colleghi amministratori di Montereale. Quando parliamo di una Rsa in zona montana siamo di fronte a strutture strategiche che servono al territorio per mantenere un minimo di popolazione e di indotto. Se queste strutture improvvisamente vengono portate via è davvero finita. In questo caso, ad esempio, la Rsa ormai è sul territorio da oltre 20 anni e per un paese come Montereale è di vitale importanza per scongiurare l’emorragia a livello economico e demografico. Pertanto, la struttura dev’essere riaperta lì e dev’essere aperta il prima possibile. Saremo in prima linea nella mobilitazione a difesa di questo presidio». Il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi ha ribadito, nel corso di alcuni colloqui nella giornata di ieri, che il territorio del cratere 2016-2017 «è ancora in stato di emergenza, come stabilito dal governo, fino alla fine del 2020, a dimostrazione che le problematiche aperte sono ancora tante». (e.n.)