I sindaci: personale della Asl minacciato

16 Dicembre 2020

Trenta primi cittadini e la Cgil si schierano a difesa degli operatori sanitari: dalla dirigenza atteggiamenti intimidatori

AVEZZANO . «Giù le mani dai lavoratori». Sindaci marsicani e Cgil si schierano al fianco degli operatori della sanità «presi di mira» insieme ai giornalisti dai vertici della Asl, Roberto Testa, Sabrina Cicogna e Stefano Di Rocco, per avere portato al di fuori delle strutture ospedaliere le tante criticità del settore. Seppur in forma distinta, 30 primi cittadini e i segretari provinciale e di categoria della Cgil esortano medici, infermieri e operatori socio-sanitari a non abbassare la testa di fronte alle «minacce» della dirigenza. Il Centro ha cercato di contattare l’Asl per una replica, ma inutilmente. I sindacalisti promuovono una manifestazione per venerdì alle 10, davanti al Santi Filippo e Nicola, di solidarietà verso i lavoratori. «Medici, infermieri e operatori devono sapere che siamo al loro fianco», scandiscono i sindaci Gianni Di Pangrazio, Settimio Santilli, Vincenzo Giovagnorio, Cesidio Lobene, Marivera De Rosa, Mirko Zauri, Antonella Buffone, Enzo Di Natale, Lorenzo Lorenzin, Velia Nazzarro, Francesco Ciciotti, Giuseppina Perrozzi, Gianfranco Tedeschi, Sandro De Filippis, Antonio Mostacci, Gianclemente Berardini, Rosanna Salucci, Nazareno Lucci, Roberto D’Amico, Antonio Paraninfi, Raffaele Faboriti, Giacinto Sció, Quirino D’Orazio, Lorenzo Berardinetti, Olimpia Maria Morgante, Pasqualino Di Cristofano, Fernando Marzolini, Manfredo Eramo, Giulio Lancia e Leonardo Lippa.
«Non abbiamo condiviso la posizione intimidatoria della dirigenza dell’azienda sanitaria provinciale», affermano, «l’immane ed encomiabile sforzo compiuto in questi mesi per fronteggiare la seconda ondata della pandemia che si è accanita con violenza sulla Marsica li legittima, anzi, a far sentire la loro voce». Chi, invece, deve far ammenda, secondo i sindaci, sono i vertici della Asl. «La situazione sanitaria nell’intera provincia», concludono, «è allo sfascio totale e, mentre piangiamo i morti e cerchiamo di curare al meglio le centinaia di persone colpite dal virus e da altre patologie, si prospetta una terza ondata di contagi che può essere ancor più violenta. Bisogna rinforzare subito gli organici e il personale ha bisogno di serenità e un coordinamento efficiente». Per la Cgil la misura è colma. «È improcrastinabile una giornata di mobilitazione a difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che sono sul campo dall’inizio dell’emergenza», tuonano Francesco Marrelli, (segretario Cgil), Anthony Pasqualone (Fp-Cgil), Andrea Frasca (Nidil-Cgil), Orante Venti (Spi-Cgil) e Luigi Antonetti (Filcams-Cgil), «dei giornalisti che hanno scelto di raccontare e denunciare la situazione in cui versa la sanità provinciale; dei cittadini che necessitano delle cure; ma anche il nostro dissenso verso l’atteggiamento minaccioso e intimidatorio verso chi denuncia le inefficienze del sistema. L'azienda cerchi e metta in atto le soluzioni per uscire dall’emergenza piuttosto che far melina sulle responsabilità. La garanzia delle cure, della sicurezza, della libertà di espressione e di informazione e il rispetto della dignità dei cittadini, costituiscono diritti fondamentali inalienabili che difenderemo con ogni mezzo. Chi attacca il lavoro attacca la democrazia».
L’azienda corre ai ripari: sfumato l’accordo con L’Immacolata, «per alleggerire la pressione sull’ospedale di Avezzano, recuperando spazi del Santi Filippo e Nicola, da destinare ad altre attività», il manager annuncia il trasferimento, «entro le prossime 48 ore, di 18 persone, ricoverate a medicina Covid di Avezzano, a Tagliacozzo. Il trasferimento di malati Covid si accompagna a una serie di misure importanti tra cui l’istituzione di percorsi separati per evitare che i colpiti dal virus possano venire a contatto con altri pazienti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA