I sindaci: sì alla tassa, ma con riserva

Nell’incontro promosso da De Angelis non tutti sono d’accordo. Di Paolo (Canistro): la giustizia è una materia dello Stato
AVEZZANO. I sindaci della Marsica dicono sì alla “tassa” per salvare il tribunale di Avezzano.
La proposta del sindaco, Gabriele De Angelis, che ha convocato d’urgenza tutti i primi cittadini del territorio, si è concretizzata ieri pomeriggio con un’alzata di mano unanime. Nonostante qualche intervento che ha mostrato titubanza nel caricarsi un onere economico che graverà sulle spalle dei cittadini marsicani, alla fine tutti hanno alzato la mano.
Nessuno contrario, nessun astenuto. In tal mondo gli enti locali andranno a colmare una lacuna lasciata dallo Stato. L’iniziativa è stata assunta dal sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, che ha invitato i sindaci a un incontro nella casa municipale del capoluogo marsicano. Scopo della riunione era quello di definire uno schema di delibera consiliare, volta a tutelare il tribunale di Avezzano mediante la scelta di alcune forme di contribuzione da parte dei Comuni, per affrontare le spese gestionali della struttura, con riferimento alle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia.
«Quello che stiamo cercando di fare», spiega De Angelis, «va molto al di là di quello che ci compete. Ma come nelle battaglie finali, le carte devono essere messe in campo tutte e anche con una certa velocità, in questo particolare momento. Per questo motivo», ha aggiunto il primo cittadino, «è necessario fare un'azione che colga in contropiede coloro che hanno i nostri stessi obiettivi (Sulmona?, ndc). Ecco il perché questa delibera comunque lascerà spazi di manovra, soprattutto riguardo al carico economico che i Comuni dovranno sobbarcarsi, e che non è legata a particolari parametri di riferimento». Nel senco che ogni Comune metterà i soldi che avrà a disposizione per pagare le spese di mantenimento dei Palazzo di giustizia.
L’unica voce un po’ fuori dal coro, oltre a diversi appunti evidenziati dagli altri primi cittadini, è stata quella del sindaco di Canistro Angelo Di Paolo: «Sono d’accordo che ci sia stata quest’iniziativa da parte del Comune di Avezzano», dichiara Di Paolo, «non è la prima di questo genere. Ma sul fatto che i Comuni debbano accollarsi l’onere di questo tipo di servizi, non sta scritto da nessuna parte. Dei tribunali deve farsi carico lo Stato. Anche perché se seguiamo questo principio, potrebbe essere applicato anche agli altri settori, come la sanità. Dovremmo erogare fondi comunali per salvare l’ambulatorio di questo o di quel comune. Sembra quasi una gara a chi offre di più allo Stato, per salvare il tribunale quando, in realtà, dovrebbe essere lo Stato a tutelarne la sopravvivenza. I trasferimenti ai Comuni», puntualizza Di Paolo, «sono stati tagliati per risanare il bilancio dello Stato e noi che facciamo, rispondiamo autotassandoci. Io accetto di portare in giunta la proposta, ma non sono d’accordo».
Perplessità sono state espresse anche dal primo cittadino di Scurcola Maria Olimpia Morgante, che in questi giorni ha approvato il piano di riequilibrio finanziario.
«Il mio comune sta affrontando una situazione difficile», afferma, «dal punto di vista politico sosterremo l’iniziativa, ma non posso chiedere ai cittadini ulteriori sacrifici».
Era presente alla riunione il presidente dell’Ordine degli avvocati Franco Colucci, secondo cui «l’assise era di natura politica, ma il nostro compito è invece quello di accreditare il tribunale come polo culturale e sociale del territorio. Ci siamo attivati e continueremo a farlo per rafforzare questo imprimatur socio-culturale alla nostra struttura».
Una bozza di delibera è stata consegnata a tutti i sindaci, che ora dovranno discuterla ed, eventualmente, approvarla nei singoli Comuni nel giro di dieci giorni.
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