I tifosi del Tagliacozzo: «No alla politica che divide»
TAGLIACOZZO. Sta scatenando una vera bufera la decisione del direttivo della società dell’Asd Tagliacozzo Calcio 1923 di rassegnare le dimissioni. Una richiesta di 30mila euro al Comune da parte...
TAGLIACOZZO. Sta scatenando una vera bufera la decisione del direttivo della società dell’Asd Tagliacozzo Calcio 1923 di rassegnare le dimissioni. Una richiesta di 30mila euro al Comune da parte della società è stata respinta al mittente dall'amministrazione che ha replicato sostenendo di aver incrementato del 10 per cento il proprio contributo portandolo a 4.500 euro.
Sul caso ora intervengono anche i ragazzi del gruppo Tagliacozzo Ultras che prendono le distanze dalle «polemiche degli ultimi giorni che stanno sfruttando l’immagine del tifo organizzato biancoverde». «La campagna #NoiNonCiStiamo», affermano, «è proprietà intellettuale del nostro gruppo ultras e non appartiene ad alcuno schieramento politico. Il fine di questa campagna è sensibilizzare la cittadinanza verso il problema che sta attraversando la società, e non di colpevolizzare. Soprattutto rivolgiamo un appello a qualsiasi imprenditore, commerciante o soggetto privato che voglia salvare le sorti di questa storica società e prenderne in mano le redini. Da parte nostra ci saremo come ci siamo sempre stati. Qualche anno fa, la passione e l’amore per la compagine calcistica della nostra città ci spinsero a ridare vita al tifo organizzato. Quel giorno, giurammo a noi stessi che mai la politica si sarebbe insediata tra le nostre fila. La politica locale divide e il nostro ideale è di unire i tifosi sotto un’unica bandiera. Noi ci facciamo qualche domanda», concludono i tifosi, «perché la nostra città che conta settemila abitanti ha una società calcistica con poche decine di abbonamenti allo stadio? E perché un gran numero di tifosi occasionali fa ingresso allo stadio nella ripresa senza pagare?».(p.g.)
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