I titolari della gioielleria rapinata: «Sangue freddo dei dipendenti»

3 Febbraio 2023

L’AQUILA. «Grati ai collaboratori per il sangue freddo e la professionalità dimostrata». E un «ringraziamento alle forze dell’ordine». È quanto afferma in una nota la famiglia Ranieri proprietaria...

L’AQUILA. «Grati ai collaboratori per il sangue freddo e la professionalità dimostrata». E un «ringraziamento alle forze dell’ordine». È quanto afferma in una nota la famiglia Ranieri proprietaria dell’omonima gioielleria assaltata lo scorso venerdì 27 gennaio da due banditi armati, uno dei quali ha puntato la pistola sulla faccia di un dipendente. «A seguito dell’evento criminoso», sottolineano i titolari del punto vendita su corso Vittorio Emanuele II, «siamo profondamente grati ai nostri collaboratori per la professionalità e il sangue freddo dimostrato durante la rapina. Ciò ha consentito, insieme ai sistemi di sicurezza e al rapido intervento delle forze dell’ordine, di evitare danni a persone e limitare l’oggetto della refurtiva. Manifestiamo altresì un sentito apprezzamento per l’impegno profuso dalle forze dell’ordine sin dall’accaduto, nelle indagini ancora in corso. Siamo commossi dalla solidarietà espressa dai nostri clienti e concittadini e dall’amministrazione comunale nella persona del sindaco Pierluigi Biondi. Siamo lieti che lo svolgimento dei fatti abbia dimostrato l’adeguatezza delle nostre misure di sicurezza e la preparazione nella gestione delle emergenze. L’interesse come Gioielleria Ranieri è sempre stato quello di tutelare i propri dipendenti e i clienti ospiti della boutique». Stando a quanto accertato dalla polizia, il colpo ha fruttato un bottino di circa 100mila euro. I due banditi sono riusciti a portare via diversi orologi di valore. Ma il bottino poteva essere molto più ingente. La rapina si è consumata poco dopo le 18 a due passi dai Quattro Cantoni. I due banditi sono riusciti a entrare approfittando della porta aperta per far passare due ragazze conosciute dal personale del locale. Una volta dentro, pistole alla mano, hanno fatto sdraiare le due clienti e hanno intimato al commesso di consegnare il badge che avrebbe permesso l’apertura delle vetrine. Commesso che ha detto di non esserne in possesso. Fatto inginocchiare l’addetto, i rapinatori hanno arraffato quello che hanno trovato a disposizione. Hanno dovuto agire in fretta perché alcuni passanti, resisi conto di quanto stava accadendo, hanno lanciato l’allarme. I rapinatori si sono dati alla fuga a piedi, verso piazza Nove Martiri, dove con tutta probabilità c’era un complice ad aspettarli a bordo di una macchina. Auto che non è stata individuata. I due avevano volti travisati da barba, baffi finti, parrucche e occhialoni quadrati, di quelli che si mettono a Carnevale.