I tre arrestati si difendono: non c’entriamo con la rapina

5 Gennaio 2018

PACENTRO. «Non c’entriamo nulla con la rapina, quella sera eravamo da un’altra parte e lo possiamo dimostrare. Non siamo noi gli autori, che dovete cercare altrove». I tre giovani sulmonesi arrestati...

PACENTRO. «Non c’entriamo nulla con la rapina, quella sera eravamo da un’altra parte e lo possiamo dimostrare. Non siamo noi gli autori, che dovete cercare altrove». I tre giovani sulmonesi arrestati con l’accusa di avere messo a segno la rapina dell’ottobre scorso in una ex gioielleria di Pacentro, hanno risposto alle domande del giudice respingendo ogni accusa. In particolare Federico Rubino, 25 anni, nipote del proprietario del negozio preso di mira, difeso dall’avvocato Alberto Paolini, ha detto che non sapeva nulla dei gioielli custoditi in cassaforte dallo zio, perché da tempo non aveva alcun tipo di rapporto con i parenti di Pacentro, in quanto viveva a Sulmona. Mentre gli altri due giovani, Giuseppe Serva, anche lui 25enne, difeso dall’avvocato Silvia Iafolla, e Manfredo Russo, 31 anni difeso dall’avvocato Alessandro Scelli, pur ammettendo di essere stati presenti in mattinata nel paese (sono stati ripresi dalle telecamere del circuito di videosorveglianza), hanno negato di avere partecipato alla rapina, in quanto si trovavano da un’altra parte insieme con altri amici. Per tutti e tre gli avvocati hanno chiesto la revoca della misura cautelare: Russo e Rubino si trovano agli arresti domiciliari, Serva è rinchiuso nel carcere di via Lamaccio. Al termine degli interrogatori il giudice per le indagini preliminari Marco Billi si è riservato di decidere. Riserva che molto probabilmente scioglierà tra oggi e lunedì.
Era la sera del 12 ottobre quando due uomini, sotto la minaccia di un revolver, intimarono alla proprietaria di un negozio di Pacentro di consegnare soldi e preziosi contenuti nella cassaforte. Poi fuggirono col bottino. Dopo due mesi l’arresto.(c.l.)
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