I vigili del fuoco cercano “casa”
Domani la conferenza dei servizi per la nuova caserma, quattro i siti proposti
SULMONA. È stata convocata per le 15.30 di domani, la conferenza dei servizi per la realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco a Sulmona. All’incontro saranno presenti, oltre al sindaco, Gianfranco Di Piero, al presidente del consiglio comunale, Cristiano Gerosolimo e ai capigruppo consiliari, anche i rappresentanti del comando dei vigili del fuoco e del Demanio. «Il tavolo», spiega il primo cittadino, «servirà a fare il punto della situazione ma anche a delineare gli scenari futuri». Per la nuova caserma dei pompieri erano arrivate quattro candidature. Due offerte erano state presentate dall’imprenditore sulmonese, Walter Tirimacco, che aveva messo a disposizione i terreni dell’ex stabilimento Ace. Ad avanzare la propria proposta era stata anche l’Asp numero due della provincia dell’Aquila, ovvero l’ex Casa Santa, che aveva offerto altri terreni in via Badia, per una superficie complessiva di 33 mila metri quadri. Il sito in questione era stato già oggetto di discussione tra Asp, vigili del fuoco e Comune negli anni precedenti per la stipula di un accordo di programma poiché rispondente alle esigenze logistiche dei pompieri ed eventualmente anche alle funzioni di protezione civile. La quarta candidatura era pervenuta dalle zone periferiche di Pratola Peligna. A chiamare a raccolta i privati era stato il comando dei vigili del fuoco tramite la pubblicazione di una manifestazione d’interesse. La nuova caserma, infatti, dovrà avere un elevato grado di accessibilità garantito dalla prossimità alle principali vie di comunicazione, non eccessivamente congestionate dal traffico o inadatte al transito dei mezzi pesanti. Intanto, i consiglieri comunali di minoranza, Antonietta La Porta, Franco Di Rocco e Luigi Santilli denunciano mancanza di condivisione. Nel mirino dei tre consiglieri il presidente del consiglio comunale Gerosolimo al quale espressamente si rivolgono chiedendo di «rendere partecipi alla interlocuzione tutti i componenti del consiglio per una discussione aperta e non solo focalizzata sulla proposta di esponenti della maggioranza». (a.d.a.)
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