I viticoltori: «La Regione stimi i danni della gelata»

16 Giugno 2016

Assemblea a Pratola Peligna, in provincia colpito fino all’80% delle colture Fabrizi: «Sospendere il pagamento delle tasse del Consorzio di bonifica»

PRATOLA PELIGNA. Gli agricoltori che, a causa delle gelate di fine aprile, hanno visto andare in fumo il lavoro di un anno, sono determinati a ottenere il riconoscimento dello stato di calamità. In un’affollata assemblea, tenutasi nel teatro comunale di Pratola, promossa da Confagricoltura e dal comitato di imprenditori agricoli, rappresentato da Ombretta Petrella, Bruno Rosso e Alfonso D’Alfonso, è stata posta con forza la necessità di un esame approfondito da parte degli uffici regionali dei danni causati dal maltempo. Ciò perché, a detta degli intervenuti, la relazione, «fatta a tavolino» dall’Unita territoriale, sarebbe stata fatta «sulla base dei dati sulle superfici coltivate ricavati dai dati Istat del 2010».

Da qui la richiesta alla Regione di disporre dei sopralluoghi al fine di avere, attraverso una delimitazione dell’area colpita dalla gelata, un quadro completo dei danni arrecati alle diverse colture. Anche se sono trascorsi due mesi dall’evento, se ne possono ancora constatare gli effetti devastanti. A vedere le viti, ci si rende conto che quest’anno di vino se ne produrrà ben poco; la raccolta dei cereali, che avrebbe dovuto iniziare in questi giorni, è andata alla malora; di frutti sugli alberi nemmeno l’ombra.

Non era mai accaduto, ad esempio, che Raiano per festeggiare la sagra delle ciliege avesse dovuto procurarsele dalla Puglia. La Regione era rappresentata dal presidente della Commissione agricoltura, Lorenzo Berardinetti. Che si è impegnato a convocare le associazioni di categoria e i rappresentati del comitato mercoledì prossimo a Pescara. Per il riconoscimento dello stato di calamità è necessario superare la soglia del 30% dei danni. In questo caso per alcune colture si arriva al 60 e all’80%. L’area colpita comprende la Valle Peligna, la Valle Subequana, la Valle dell’Aterno e l’Altopiano di Navelli.

La Regione, pur riconoscendo che «i danni sono ingenti», ritiene che «non ricorrerebbero i presupposti per richiederne il risarcimento». Perché in base al decreto legislativo 102 del 2004, le imprese agricole, per tutelarsi dalle gelate e dalla grandine, hanno la possibilità di stipulare delle polizze assicurative con istituti privati. I rimborsi previsti vanno dal 60 al 70%. «Di fronte a eventi eccezionali, come la gelata di aprile che ha letteralmente distrutto i vigneti, la cui ricostruzione richiede anni», ribatte il direttore della Confagricoltura dell’Aquila, Stefano Fabrizi, «è possibile chiedere, come prevede il Regolamento della Ce, una deroga della legge 102».

Confagricoltura chiede, tra l’altro «la sospensione delle tasse e degli oneri per il Consorzio di bonifica Valle Peligna».

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