Ibarra sulla scia di Gravina

Compagna del capo del calcio italiano e sorella del manager: punto a valorizzare l’Abruzzo
SULMONA. È nata a Cali in Colombia, 56 anni fa, dove il padre era membro del parlamento. Da 30 anni in Italia, opera nel campo dell’assistenza sanitaria a domicilio. E ora tenta la scalata al consiglio regionale sostenendo la candidatura a presidente di Giovanni Legnini. Lei è Francisca Ibarra, madre di due figlie e attuale compagna del presidente della Federazione italiana giuoco calcio (Figc), Gabriele Gravina, ex patron del Castel di Sangro calcio, si racconta spiegando i motivi che l’hanno spinta in politica.
Avere vicino due personaggi così importanti come il presidente della Federcalcio e un manager di rango internazionale come Massimo Ibarra, suo fratello, che incidenza hanno avuto sulla scelta di entrare in politica?
«Avere un compagno famoso e un fratello altrettanto celebre qui in Italia ha arricchito il mio bagaglio umano e il mio modo di agire. Entrambi sono stati sempre esempio di grande capacità manageriale, di stile con grandi capacità di saper stare con i giovani trasmettendogli forza e positività, coerenza e preparazione».
Ogni giorno a contatto con le persone che vivono momenti di disagio e di sofferenza, Francisca Ibarra è sicuramente molto sensibile ai problemi sociali.
«Sono 30 anni che vivo in Abruzzo. L’ho scelto perché è la regione di mia madre. Da vent’anni con il mio lavoro ho scelto di lavorare sul territorio e non in un ospedale o in un ufficio, ma di stare a contatto con la gente. Questo ha fatto sì che entrassi, non solo per le mie prestazioni professionali, nel mondo e nelle case delle persone che lamentano problemi di salute, di lavoro e di vita quotidiana».
Quali sono i suoi progetti e gli obiettivi politici per l’impegno che la attende?
«Tutto è nato quando Giovanni Legnini mi ha fatto la proposta di entrare in una lista civica come persona che lavora nel sociale. È stata la molla che ha fatto scattare la voglia di propormi, di metterci la faccia, per dare il mio apporto come donna che ha vissuto sempre nel sociale e che conosce molto bene i problemi della gente. Penso che bisogna lavorare ancora tanto per migliorare la sanità soprattutto fuori dalle strutture ospedaliere. L’altro obiettivo è quello di creare i presupposti affinché Valle Peligna e Alto Sangro diventino un unico territorio».
Lavoro a parte, come trascorre il suo tempo libero?
«Vivendo in un territorio splendido, con parchi nazionali, piste da sci, laghi, campagne e montagne splendide: amo fare sport e attività all’aperto. Mi piace sciare, mi piace andare in bici. I miei hobby sono tutti legati alla bellezza dell’Abruzzo interno. Questo farà sì che il mio impegno sarà proiettato alla valorizzazione di queste bellezze».
Essere la compagna di Gabriele Gravina le condiziona la vita?
«È un continuo arricchimento morale e professionale. Stando al suo fianco, ho potuto conoscere tanti aspetti legati al mondo dello sport, dell’università, al mondo del lavoro che mi hanno fatto crescere ulteriormente dandomi la consapevolezza che c’è tanto da fare in questi e in altri settori per creare una società e un futuro migliori. Una figura, quella di Gabriele, che mi dà molta carica, tantissime energie nel non arrendermi mai ed essere libera nel mio pensiero e nel fare le mie cose».
I suoi nonni originari di Pratola Peligna sono stati personaggi molto importanti nella storia della Valle Peligna.
«Ho origini miste, con mio padre colombiano e i miei nonni pratolani. Nonna Maria Fabrizi è stata la prima pediatra in Abruzzo, mentre nonno Ezio Ricci è stato un medico e un pioniere dello sport. Arbitro di calcio in serie A e molto amato a Pratola, tanto da dedicargli lo stadio. Potevo anche andare via da qui ma ho preferito rimanere per le mie radici e per vivere in una terra meravigliosa che ora voglio contribuire a rendere ancora più bella».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

