Idraulico muore, malore davanti al fratello

13 Dicembre 2019

Massimo D’Agostino aveva 60 anni. La tragedia in un cantiere in via Castiglione, indaga la polizia

L’AQUILA. Un artigiano di 60 anni, Massimo D’Agostino, padre di due figlie, una maggiorenne e l’altra minorenne, è stato stroncato da un malore ieri, intorno alle 13, nel cantiere di un palazzo in ricostruzione in via Castiglione, vicino al quartiere Banca d’Italia.
D’Agostino, idraulico, stava lavorando insieme al fratello, Umberto, alla realizzazione degli impianti nell’edificio, che è stato ricostruito dopo il terremoto del 2009 ed è quasi ultimato: mancano due o tre mesi per completare i lavori. E tra questi ci sono proprio gli impianti idraulici e termici.
Durante il lavoro il 60enne ha accusato mal di testa e dolore a un orecchio. Poi la tragedia. A nulla sono valse le grida di aiuto di Umberto, che ha anche tentato di rianimare il fratello praticando la respirazione bocca a bocca. Ma è stato tutto inutile. Quando sono arrivati i medici e gli infermieri del 118, non c’era più nulla da fare. Sul luogo della tragedia sono intervenuti una pattuglia della Volante della polizia e gli agenti della Scientifica, visto che la morte è avvenuta in un luogo di lavoro che, comunque, non dovrebbe entrarci nulla con le cause del decesso.
Le prime ipotesi parlano di possibile aneurisma o di un infarto. Probabilmente verrà disposta l’autopsia, per accertare le cause della morte. Massimo D’Agostino è spirato tra le braccia del fratello Umberto.
Tra i primi ad arrivare sono stati alcuni parenti e in particolare un altro fratello, Gabriele. «Sono stato avvisato da mio fratello Umberto proprio mentre si verificava la tragedia», dice Gabriele D’Agostino, con gli occhi gonfi di lacrime. «Massimo era un grande lavoratore, non riesco a credere che non ci sia più. È una vera tragedia». La salma è a disposizione della magistratura, che nelle prossime ore potrebbe rilasciare il nulla osta per i funerali.(v.p.)
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