Il borgo di San Demetrio prova a ripartirema i progetti delle case E vanno a rilento

Il sindaco Cappelli: togliamo dai piani alcuni aggregati così si accorciano i tempi per ricostruire il paese
SAN DEMETRIO NE' VESTINI. I puntellamenti sono parecchi, pochi i crolli totali, la zona rossa c'è ancora. Ma a San Demetrio contano di sveltire la ricostruzione delle case con l'uovo di Colombo. «Svincoliamo alcuni aggregati dai piani di ricostruzione. In questo modo», spiega il sindaco Silvano Cappelli, «possiamo dare un'accelerata ai progetti per le case E che vanno a rilento».
Alle prese con danni meno rilevanti della dirimpettaia Villa Sant'Angelo, San Demetrio pensa a come far ripartire il turismo sul lago Sinizzo, sul cui rilancio scommette l'assessore Antonio Ulizio, e alle Grotte di Stiffe chiuse ormai da 700 giorni e che per Pasqua, ma è difficile, potrebbero riaprire. «Si sta lavorando», dice Gaetano Serafino, presidente della società di gestione, «per lo sganciamento dei massi. Un lavoro da 960mila euro. All'interno non ci sono danni, ma bisogna perfezionare la messa in sicurezza. In un anno di mancati incassi abbiamo perso 800mila euro. Cinque i dipendenti in cassa integrazione. Una è stata riassunta e le altre contiamo di riprenderle entro fine mese. La solidarietà non è mancata: il Comune di Livigno ci ha donato il bar-biglietteria. Riaprire a Pasqua sarebbe bellissimo. Abbiamo 60-70mila visitatori l'anno, il nostro obiettivo è tornare su questi numeri e riaprire l'agenzia di viaggi».
Turismo, cultura e istruzione sono le leve che questa comunità vuole muovere per rimettersi in piedi. Due anni dopo il sisma tra le cose che hanno funzionato c'è il Teatro Nobel per la Pace di Giancarlo Gentilucci, un progetto destinato a essere esteso a tutta la Valle Subequana fino ad arrivare a Corfinio dove avrà sede il centro internazionale Arti e spettacolo con 50 posti letto che ospiteranno artisti italiani e soprattutto stranieri. «Tutto con investimenti privati e sponsor, niente contributo pubblico», dice piuttosto contrariato l'ideatore del progetto. «Pensate che la Provincia mi ha offerto 500 euro. Noi abbiamo portato George Clooney e un cartellone di teatro contemporaneo di grande rilievo. Vogliamo estendere le iniziative a tutti i paesi della vallata. Per frenare lo spopolamento bisogna puntare in alto e la cultura intesa come teatro, arti visive, musica, è una carta da giocare».
«Per la scuola a San Demetrio si è fatto tanto», dice Lucia Cirilli direttore amministrativo dell'istituto comprensivo. «Le strutture sono state ripristinate e adesso ci manca soltanto la scuola superiore, magari una succursale visto che siamo in posizione strategica. Pensate che dall'anno prossimo, per la prima volta, tre bambini della quinta elementare di Fossa verranno a scuola da noi».
Il sindaco Cappelli, intanto, aspetta da qualche mese un milione e 400mila euro già rendicontati ma non ancora erogati anche se per l'autonoma sistemazione ci sono dei ritardi. E il bilancio? «La situazione, fatte le debite proporzioni, è come quella dell'Aquila. Ci mancano i soldi e anche se siamo riusciti a far ripartire molti servizi la cassa è un problema. Quanto alla ricostruzione, abbiamo frazioni molto danneggiate come Villa Grande e Collarano e altre meno. I lavori per le B sono partiti quasi ovunque e ora svincolando dai piani alcuni aggregati si metteranno in movimento diversi cantieri. Abbiamo 214 Map, cinque prestati all'Aquila. Ci vivono circa 400 persone, il 33 per cento delle nostre famiglie».
In Comune, all'ufficio tecnico, c'è la giovane cococo Lorenza Calocero. «Lavorare qui è bello, fare qualcosa per il paese in cui si è nati dà soddisfazione. Il contratto è di 6 mesi in 6 mesi ma qui di opportunità per i giovani non ce ne sono troppe. E molti fuggono». Chi resta, però, si dà da fare. Come la squadra di pallavolo che gioca in serie D ma ancora non ha la palestra (per entrare in quella targata Barilla è questione di giorni, dicono). Oppure, come racconta Antonella Di Gasbarro, i gruppi di protezione civile e l'associazione teatrale «Le sette ville». Segni di speranza, dopo una chiacchierata al bar Raggio Verde.
Alle prese con danni meno rilevanti della dirimpettaia Villa Sant'Angelo, San Demetrio pensa a come far ripartire il turismo sul lago Sinizzo, sul cui rilancio scommette l'assessore Antonio Ulizio, e alle Grotte di Stiffe chiuse ormai da 700 giorni e che per Pasqua, ma è difficile, potrebbero riaprire. «Si sta lavorando», dice Gaetano Serafino, presidente della società di gestione, «per lo sganciamento dei massi. Un lavoro da 960mila euro. All'interno non ci sono danni, ma bisogna perfezionare la messa in sicurezza. In un anno di mancati incassi abbiamo perso 800mila euro. Cinque i dipendenti in cassa integrazione. Una è stata riassunta e le altre contiamo di riprenderle entro fine mese. La solidarietà non è mancata: il Comune di Livigno ci ha donato il bar-biglietteria. Riaprire a Pasqua sarebbe bellissimo. Abbiamo 60-70mila visitatori l'anno, il nostro obiettivo è tornare su questi numeri e riaprire l'agenzia di viaggi».
Turismo, cultura e istruzione sono le leve che questa comunità vuole muovere per rimettersi in piedi. Due anni dopo il sisma tra le cose che hanno funzionato c'è il Teatro Nobel per la Pace di Giancarlo Gentilucci, un progetto destinato a essere esteso a tutta la Valle Subequana fino ad arrivare a Corfinio dove avrà sede il centro internazionale Arti e spettacolo con 50 posti letto che ospiteranno artisti italiani e soprattutto stranieri. «Tutto con investimenti privati e sponsor, niente contributo pubblico», dice piuttosto contrariato l'ideatore del progetto. «Pensate che la Provincia mi ha offerto 500 euro. Noi abbiamo portato George Clooney e un cartellone di teatro contemporaneo di grande rilievo. Vogliamo estendere le iniziative a tutti i paesi della vallata. Per frenare lo spopolamento bisogna puntare in alto e la cultura intesa come teatro, arti visive, musica, è una carta da giocare».
«Per la scuola a San Demetrio si è fatto tanto», dice Lucia Cirilli direttore amministrativo dell'istituto comprensivo. «Le strutture sono state ripristinate e adesso ci manca soltanto la scuola superiore, magari una succursale visto che siamo in posizione strategica. Pensate che dall'anno prossimo, per la prima volta, tre bambini della quinta elementare di Fossa verranno a scuola da noi».
Il sindaco Cappelli, intanto, aspetta da qualche mese un milione e 400mila euro già rendicontati ma non ancora erogati anche se per l'autonoma sistemazione ci sono dei ritardi. E il bilancio? «La situazione, fatte le debite proporzioni, è come quella dell'Aquila. Ci mancano i soldi e anche se siamo riusciti a far ripartire molti servizi la cassa è un problema. Quanto alla ricostruzione, abbiamo frazioni molto danneggiate come Villa Grande e Collarano e altre meno. I lavori per le B sono partiti quasi ovunque e ora svincolando dai piani alcuni aggregati si metteranno in movimento diversi cantieri. Abbiamo 214 Map, cinque prestati all'Aquila. Ci vivono circa 400 persone, il 33 per cento delle nostre famiglie».
In Comune, all'ufficio tecnico, c'è la giovane cococo Lorenza Calocero. «Lavorare qui è bello, fare qualcosa per il paese in cui si è nati dà soddisfazione. Il contratto è di 6 mesi in 6 mesi ma qui di opportunità per i giovani non ce ne sono troppe. E molti fuggono». Chi resta, però, si dà da fare. Come la squadra di pallavolo che gioca in serie D ma ancora non ha la palestra (per entrare in quella targata Barilla è questione di giorni, dicono). Oppure, come racconta Antonella Di Gasbarro, i gruppi di protezione civile e l'associazione teatrale «Le sette ville». Segni di speranza, dopo una chiacchierata al bar Raggio Verde.
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