Il braccialetto elettronico non c’è: 49enne passerà il Natale in carcere

24 Dicembre 2023

L’uomo è accusato di maltrattamenti verso la compagna, il giudice gli vieta di avvicinarsi alla donna Ma i tecnici non possono applicargli lo strumento Gps. Aveva chiesto lui aiuto, sarà sentito solo il 27

L’AQUILA. È il ponte di Natale, i tecnici delle ditte private che attivano il Gps nei braccialetti elettronici non lavorano. È così che un aquilano di 49 anni, a cui il giudice per le indagini preliminari aveva imposto come misura cautelare soltanto il divieto di avvicinarsi alla moglie, si è ritrovato invece nel carcere Le Costarelle di Preturo, lo stesso che nell’ala del 41bis ha ospitato Matteo Messina Denaro. In cella trascorrerà il Natale. Poi, soltanto il 27 dicembre potrà essere ascoltato nell’interrogatorio di garanzia.
L’uomo è finito nei guai con l’accusa di maltrattare la compagna, ma secondo il suo avvocato, Guglielmo Santella, che conferma la vicenda, sarebbe stato il 49enne stesso a chiamare la polizia al culmine di una lite in cui lei aveva brandito un coltello da cucina.
Secondo quanto emerso nel corso degli accertamenti degli inquirenti, però, lei si stava a sua volta difendendo dal compagno. È così che le indagini, partite d’ufficio e senza una querela da parte della donna, si sono rivoltate contro l’uomo, fino a farlo finire in cella.
«Maltrattava la convivente fin dall’inizio del rapporto, per motivi legati alla gelosia o all’educazione dei figli, sottoponendola a continue e reiterate vessazioni fisiche e psichiche, insultandola e denigrandola alla presenza dei figli minori e colpendola con schiaffi e tirate di capelli in molte occasioni»: così scrive il gip Marco Billi, dopo aver esaminato la richiesta di misura cautelare avanzata dal pm Fabio Picuti.
Il giudice entra poi nello specifico della «furiosa discussione alla presenza dei figli minori e della cognata», durante la quale l’uomo «insultava la donna (la compagna, ndr) e nell’avvicinarsi ad essa con fare minaccioso la costringeva a difendersi con un coltello da cucina; nel corso della colluttazione, nonostante fosse ferito a un braccio, afferrava per i capelli la donna, la spingeva in terra e continuava a tirarle i capelli».
Secondo il giudice, inoltre, lei, dopo essere stata tenuta lontana da casa per otto mesi, è stata costretta a tornare perché lui non le consentiva di portare con sé uno dei figli piccoli, il quale soffriva la mancanza della madre e dei fratelli.
È con queste motivazioni che nell’ordinanza di misura cautelare, datata venerdì 22 dicembre, il gip ha imposto all’uomo il divieto di avvicinamento dalla donna, prevedendo l’applicazione dell’installazione del braccialetto elettronico a garanzia del rispetto della misura. Ma era già venerdì pomeriggio e le aziende private che forniscono il servizio non avevano tecnici a disposizione. Così si è applicata la misura indicata in subordine dal giudice, ossia il trasferimento nel carcere dell’Aquila. «Passerà il Natale in cella soltanto per questioni tecniche, mentre era prevista una misura cautelare più blanda», commenta l’avvocato Santella.
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