Il cardinale Stella: «I preti tornino al confessionale»

29 Agosto 2015

Le frasi salienti del prelato all’apertura della porta santa «Il perdono è come una forma di ecologia spirituale»

In occasione della Perdonanza celestiniana e dell’ apertura della porta santa ecco ampi stralci dell’intervento del cardinale Beniamino Stella.

Sono vivamente grato all’Arcivescovo, S.E. Mons. Petrocchi e all’Arcivescovo emerito, S.E. Mons. Molinari, che saluto cordialmente, per l’invito a presiedere questa celebrazione, in una diocesi a me molto cara, e famigliare fin dagli anni Cinquanta, nella sua storica Città e nei paesi di montagne che le fanno corona.

Dopo il 1973, anno della morte dello Zio Arcivescovo Monsignor Costantino Stella, sono tornato un paio di volte, alcuni anni fa. È la prima volta dopo il drammatico terremoto.

Sempre, in questi decenni trascorsi, ma soprattutto nella dolorosa circostanza menzionata, ho potuto esprimere davanti al Signore, il mio profondo affetto per questa Chiesa locale e le sue comunità cristiane, con un fervido ricordo nella preghiera, che oggi rinnovo di gran cuore.

(....) Sin da ora, ci prepariamo a vivere questo anno dedicato alla misericordia di Dio, celebrandone oggi uno dei suoi aspetti più alti e toccanti, il perdono; esso è come il canale attraverso cui l’amore di Dio inonda il cuore dell’umanità.

Il perdono, in primo luogo, è un atto relazionale, al quale ciascuno è chiamato a partecipare. Da una parte, c’è colui a cui il perdono è chiesto, al quale occorre una "riserva di amore" e la disponibilità a donarlo; dall’altra, c’è chi ha bisogno di essere perdonato, a cui non può mancare l’umiltà di chiederlo e di lasciarsi amare. Questa dinamica vale per i rapporti tra le persone, ma emerge in modo eminente nel sacramento della riconciliazione e nella domanda interiore dell’indulgenza, come quella odierna; c’è un tesoro di grazia e di amore, messo da Dio a disposizione di tutti, a una sola condizione: chiederlo, con un cuore pentito e con il proposito di emendarsi e cambiare rotta di vita.

Proprio perché comporta uno scontro e una lotta contro il male, mai banale, l’esercizio del perdono è più spesso un difficile cammino, il punto di arrivo di un percorso di conversione, sia quando lo chiediamo a Dio, sia quando, nella comunità, lo Spirito Santo ci dà la grazia di concederlo. Per raggiungere la meta, non basta sapere che è una cosa buona e "doverosa"; occorre piuttosto vincere le resistenze che il peccato e la fragilità umana producono in noi.

(...) Se il perdono diventasse la forza che fa muovere il mondo! Papa Francesco sin dall’inizio del suo ministero petrino ha invitato a una conversione alla Misericordia. Il male avrebbe sempre la peggio, anche qui su questa Terra e le sofferte periferie, che a volte vediamo intorno a noi, nelle nostre città e nelle contrade dei nostri paesi, sarebbero pian piano trasformate in oasi di pace, di fraternità e di umana convivenza.

Anche qui, in questa Città ancora, purtroppo, segnata dalle devastazioni del terremoto, possiamo, così, parlare di bellezza, quella vera, che non risiede solamente in edifici e in cose materiali. Una città è prima di tutto la comunità dei suoi abitanti, le loro relazioni, la loro solidarietà e la loro capacità di umanizzare l’ambiente in cui vivono. La vera bellezza di una città è la sua gente quando ha il cuore buono, gioioso, capace di accoglienza e perdono, e di cristiana solidarietà!

Cari amici, ci fa bene al cuore, in questa storica giornata aquilana della Perdonanza di San Celestino, pensare con gratitudine alla divina Misericordia e a quanto Dio ci vuole bene e ci vuole amici suoi, lieti di condividere con Lui, in abito nuziale, come dice la parabola del Vangelo, la sua mensa, la sua presenza e il suo sguardo, che ci scruta il cuore e ci invita a rimanere con Lui, nella sua carità e nella sua sequela. Siamo infatti, in ogni istante della nostra vita, invitati, gratuitamente, alla sua mensa e alla sua compagnia, come i figli che siamo, in verità.

Chiediamo allora al Signore che ci aiuti a partecipare, con umiltà e disponibilità interiore, a questa storica Perdonanza, e ci prepari a chiedere e a ricevere il Suo dono d’amore, per la crescita spirituale, personale e di questa comunità, e per essere a nostra volta capaci di diffondere intorno a noi misericordia e perdono, seguendo gli inviti e l’esempio costante di Papa Francesco. Amen».

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