Il caro-energia spaventa LFoundry: «Il gas pesa il 90% in più sui bilanci»

26 Marzo 2022

Ma i vertici aziendali assicurano: «Percorso di crescita che ci permette di sviluppare e vendere prodotti» Gli assessori Quaresimale e D’Amario: «Pronti a nuove sfide e a recepire le istanze della proprietà»

AVEZZANO. Una rete tra istituzioni, sindacato e scuola per conquistare fondi e investire su ricerca, sviluppo e formazione. La strategia europea per i semiconduttori è un’opportunità di crescita per molte aziende e in particolare per il sito marsicano di LFoundry, di proprietà cinese. Proprio per questo la Fim-Cisl Abruzzo e Molise ha voluto mettere attorno a un tavolo esponenti della politica, del sindacato e dell’università per dialogare e capire come poter cogliere quest’occasione.
I lavori, che si sono svolti al castello Orsini, sono stati introdotti da Antonello Tangredi, segretario Fim-Cisl Avezzano. Il dibattito è entrato nel vivo con Pietro Quaresimale, assessore regionale al Lavoro. «Dobbiamo investire sulla formazione per creare nuovi profili», ha precisato, «le imprese devono affrontare nuove sfide. Bisogna inserire le nuove tecnologie all’interno delle aziende e i fondi a disposizione sono una grande opportunità sia per le realtà esistenti che per le start-up».
Mano tesa, quindi da parte della Regione Abruzzo, per riuscire a intercettare i fondi, come ribadito anche dall’assessore Daniele D’Amario, secondo il quale «stanno per essere messe in campo una serie di iniziative all’interno della nuova programmazione, con risorse importanti per il settore della microelettronica. Territorio e Regione devono credere in questi progetti, ma deve essere l’azienda a indirizzare la programmazione. Siamo pronti a recepire le istanze di LFoundry».
Durante il dibattito, moderato da Veronica Di Giovanni, Andrea Lacaita professore di Elettronica al Politecnico di Milano, e Paolo Organtini, fisico, hanno parlato dell’importanza dei semiconduttori, mentre il dirigente scolastico Piero Buzzelli, dell’Ite Majorana, ha affrontato il problema della scarsa disponibilità delle aziende per la formazione.
«La nostra è una scuola all’avanguardia ma spesso ci rendiamo conto che il territorio è a bassa industrializzazione e ciò crea problemi», ha chiarito Buzzelli, «sarebbe auspicabile che la formazione fosse ampliata anche con il coinvolgimento della Regione. Abbiamo tanti ragazzi che devono fare esperienze nelle aziende, ma la disponibilità è limitata».
La parola è quindi passata a Stefano Piccone responsabile legale di LFoundry. «Dal 2019 abbiamo intrapreso un percorso di crescita e stiamo andando verso una direzione che ci permetterà di sviluppare e vendere i nostri prodotti», ha chiarito, «ora abbiamo un’enorme spesa in ambito energetico, il gas è aumentato e peserà per il 90% in più della media degli anni scorsi sui nostri bilanci. Solo per gestire il meccanismo di emissioni dobbiamo spendere l’800% in più l’anno. Questo fa capire quanto sarebbe utile, per esempio, uno sviluppo del green. Fare sistema è quello che ci aspettiamo, le procedure che sono dietro i finanziamenti sono pesanti e spesso complesse e creano dilatazioni dei tempi. Questo deve essere qualcosa che un sistema ben funzionante dovrebbe impedire».
Per Silvio Paolucci, consigliere regionale Pd, «bisognerebbe capire innanzitutto non cosa farà la politica per LFoundry, ma cosa farà LFoundry e cosa ci chiederà di fare. Bisogna fare sistema e il governo regionale deve essere protagonista, ma prima l’azienda deve chiarire quali sono le sue prospettive».
Per Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim-Cisl, «ci sono i presupposti per creare una rete e dare la possibilità a LFoundry, ma anche a nuove aziende, di venire a investire nella Marsica. Ma ci vuole l’impegno sinergico».
Secondo Roberto Benaglia, segretario generale Fim-Cisl, «siamo davanti a una curva della storia economica. Nessuno di noi pretende di disegnare il futuro, veniamo da anni di globalizzazione facile e conveniente di cui non ci siamo preoccupati e i semiconduttori ne sono un esempio. Siamo un paese fortemente esportatore che deve essere capace di discutere qual è il futuro della Nazione sui vari settori, come appunto quello dei semiconduttori. Siamo davanti a una programmazione importante e dobbiamo pensare al futuro, abbiamo bisogno che il Paese sia attrattivo. È importante rilanciare le aree interne e dare la possibilità agli studenti di fare un apprendistato».
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