Il Castello di Fossa rinasce C’è il piano per il recupero

3 Febbraio 2021

Cnr e Università consegnano al Comune lo studio tecnico di ripristino post-sisma Il complesso medievale tornerà fruibile con un intervento che coinvolge i privati  

FOSSA. Recuperare e rendere di nuovo abitabile tutta l’area che gravita intorno all’antico Castello di Fossa. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabrizio Boccabella ha reso noto, nei giorni scorsi, il contenuto di uno studio sull’area (pubblicato da importanti riviste scientifiche), messo a punto dai ricercatori del Centro nazionale di ricerca (Cnr Itc) dell’Aquila e dell’Università dell’Aquila (Diceaa). Lo studio sul Castello di Fossa non è stato un semplice esercizio accademico. Si integra infatti col progetto dell’aggregato privato (in istruttoria) curato dall’architetto Roberta Boccabella. Va infatti premesso che la parte alta (dove c’è la torre circolare che costeggia con la strada che porta al convento di Sant’Angelo d’Ocre) è di proprietà pubblica (è del Comune di Fossa), il resto è di privati e nell’immagine che pubblichiamo si può vedere come dovrebbe essere a lavori finiti. «La ricerca», si legge nella relazione introduttiva allo studio del Cnr e dell’università, «è finalizzata ad approfondire la conoscenza del castello di Fossa che è parte di un piccolo borgo medievale fortificato, gravemente danneggiato dal terremoto del 2009 e attualmente inagibile a causa di crolli parziali di alcune strutture verticali, piccole porzioni di fabbricati e coperture. Lo scopo principale dello studio è quello di ripristinare le corrette e originali interpretazioni architettoniche del suo stile costruttivo. Allo stato attuale della ricerca è stato possibile realizzare un modello dettagliato con molte informazioni facilmente gestibili dai vari professionisti coinvolti nel progetto di restauro. Il modello ottenuto, oltre a rappresentare un importante strumento per coordinare le figure coinvolte nelle varie fasi del restauro del castello ha consentito anche di testare il modello Bim per la gestione e conservazione del patrimonio archeologico».
LA STORIA. «Il castello di Fossa», si legge sempre nello studio tecnico, «sorge alla sommità del paese ed è posto, come tanti altri nel territorio dell'Aquilano, su un crinale della montagna. È caratterizzato da mura con torri che, all’interno di un perimetro trapezoidale, racchiudono diversi edifici di cui alcuni residenziali. L’unica parte del complesso che presenta ancora caratteristiche difensive è la torre circolare di proprietà pubblica oggetto di un restauro nel corso degli anni Ottanta del secolo scorso. Le fonti documentarie relative al castello di Fossa sono poche. Il maniero è citato per la prima volta nella Bolla di Papa Alessandro III nel 1178 tra i possedimenti del Vescovo di Forcona e, successivamente, nella Bolla di Innocenzo III del 1204. Il castello fu poi annesso alla Baronia di Ocre, che nel 1266 passò sotto il dominio di Carlo I d’Angiò. Durante il Medioevo il castello, come quelli vicini, subì diversi assedi. La proprietà privata degli edifici ha assicurato nel tempo la continuità del loro utilizzo e fruizione costante fino al terremoto del 2009 e ha contribuito alla conservazione non solo dell’architettura ma anche di terrazze storiche adibite a orto, mandorleti e recinzioni per l’allevamento di animali domestici. L’intero complesso monumentale, con le stratificazioni che lo hanno trasformato nel tempo è caratterizzato da un insieme di edifici con diverse tipologie e tecniche costruttive. Per questo motivo sono state effettuate analisi mirate classificando le tipologie di muratura. Il progetto di restauro finalizzato alla conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico non può prescindere dall’importanza della conoscenza approfondita degli edifici coinvolti e da un approccio multidisciplinare alla progettazione».
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