«Il centro di nuovo in balìa di auto e moto»

L’ex dirigente del Genio civile Ricci invita Passerotti a ripristinare l’isola pedonale ora ridimensionata
AVEZZANO. «Isola pedonale monca con la riapertura degli incroci che ha riportato il centro città in balìa delle auto». L’ingegner Ettore Ricci, ex dirigente del Genio civile, senza entrare nel merito della scelta amministrativa, consegna nelle mani del commissario prefettizio, Mauro Passerotti, la grande amarezza per la mancata svolta.
«Non entro nel merito della decisione», ha scritto Ricci a Passerotti, «voglio spostare l’argomento su un piano più alto, fatto di valori etico-emozionali. La possibilità di creare una zona pedonale nel centro della città è stata sempre nell’animo dei cittadini avezzanesi; un luogo dove fosse permesso di passeggiare tranquillamente a famiglie, giovani, anziani e ai bambini di giocare, lontano dalla presenza rumorosa delle auto e dei loro gas, dove muoversi nella massima sicurezza. L’isola chiusa frutto della geniale idea del progettista vincitore del concorso indetto dall’amministrazione che ha trasformato una piazza anonima di piccola provincia in un’attraente quinta scenica aveva dato luce e respiro allo spazio circostante dove, sulla nuova pavimentazione, sono state ottenute pregevoli figure geometriche».
Un quadro d’autore ora alla mercé di auto e moto. «Si era costruito il bel salotto della città», aggiunge Ricci, «dove tutti potevano bearsi e che permetteva di far dire agli avezzanesi di avere orgogliosamente anche loro un ampio spazio pedonale come tante altre città italiane. Ora tutto è finito e le automobili, le uniche vincitrici di questa contesa, hanno ripreso a percorrere le strade circondando in un abbraccio soffocante gli sfortunati pedoni che passeggiano liberi nel ridotto spazio restante di via Corradini». Strada sbagliata per l’ingegner Ricci, che chiede al commissario di rivedere la decisione sull’isola. (m.s.)
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