Il centrodestra su Bergamotto

25 Marzo 2017

Colpo di scena, il suo nome potrebbe riunire la coalizione La decisione presa a Roma, che vuole evitare spaccature

L’AQUILA. In zona Cesarini, il centrodestra si ricompatta e punta dritto verso un unico candidato. Il nome scelto, per la corsa a palazzo Fibbioni, secondo alcune indiscrezioni, è quello di Luca Bergamotto, ex consigliere regionale e comunale, già candidato sindaco nel 2007 con la Democrazia Cristiana per le Autonomie. Bergamotto, direttore dell’emittente televisiva LaQtv, avrebbe scalzato i quattro concorrenti Guido Liris, (FI), Luigi D’Eramo (Noi con Salvini), Pierluigi Biondi (Fratelli d’Italia) e Giancarlo Silveri (lista civica). Ieri, Liris, vicepresidente regionale di Forza Italia, non ha voluto svelare l’identità del nuovo condottiero della coalizione: «Siamo ad un passo dall’accordo. Non ci saranno primarie. Il centrodestra andrà alle elezioni con una sola candidatura». Aquilano e considerato “super partes”, ma con una collaudata esperienza politica, Bergamotto potrebbe fare da collante tra le diverse anime della coalizione. C’è un solo ma. Silveri, a capo della lista civica “Riscatto popolare”, si chiama fuori. Ammette, sconcertato, di non essere al corrente dell’accordo e conferma la sua candidatura.

AVANTI UNITI. «Niente primarie. Non ce ne sarà bisogno. Il centrodestra tradizionale, esteso al mondo civico che ha inteso unirsi a noi, andrà compatto alle elezioni con un solo nome», afferma Liris, «siamo in dirittura d’arrivo. Da tempo stavamo lavorando a questa operazione: adesso le condizioni sono mature per approfittare di un’autostrada che ci sta concedendo il centrosinistra. Mi riferisco alla guerra interna che si sta consumando per le primarie e che spaccherà irreversibilmente la coalizione che spacciano per pluralista e nasconde, invece, vedute inconciliabili».

CANDIDATI BRUCIATI. Nessuno dei quattro nomi indicati come papabili, con le rispettive sigle partitiche di riferimento, sarà il candidato del centrodestra unito. La mancanza di unità e di convergenza ha fatto saltare ogni possibilità di accordo, con il rischio di frantumare l’elettorato e disperdere al vento i voti, dando la vittoria in mano al centrosinistra. Sul nome di Bergamotto le forze di destra stanno tessendo da qualche tempo la trama della candidatura, attraverso una corte serrata. Fino all’ultimo momento, si è tentato di mantenere il massimo riserbo sull’operazione, per evitare scollamenti, scomode fughe in avanti ed eventuali resistenze.

POLITICO NAVIGATO. Il nome di Bergamotto è considerato molto forte anche negli ambienti romani del centrodestra. Ex consigliere regionale e comunale, alle elezioni politiche del 2001 è stato il candidato più votato del centro-sud. In quell’occasione non riuscì a conquistare un seggio da parlamentare in quanto il partito non raggiunse il quorum. Dopo il 2009 ha assunto la direzione dell’emittente televisiva regionale LaQtv.

TENUTO ALL’OSCURO. Ma qualcosa non quadra. Se Liris dà per chiuso il cerchio, Silveri cade dalle nuvole. «Non so nulla di quello che sta accadendo. Nessuno si è preso la briga di informarmi di questo accordo. Se hanno trovato una soluzione da soli, senza coinvolgere la lista civica “Riscatto popolare”, che vadano pure». L’ex manager della Asl si mostra perplesso e non nasconde il disappunto: «Vado avanti con la mia candidatura, al di là delle posizione prese dal resto del centrodestra. Il metodo scelto non è accettabile: una coalizione che si definisce tale deve dialogare e trovare un punto di accordo comune».

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