Il centrosinistra: nome condiviso per battere Biondi alle elezioni

29 Gennaio 2022

L’obiettivo dichiarato resta quello di una scelta unitaria dribblando ultimatum e fughe in avanti Ma slitta a martedì il vertice della coalizione. Tempi stretti per poter ricorrere alle primarie 

L’AQUILA. «Prendetevi il tempo di andare veloce», recita uno storico del Tgv, il sistema francese di treni ad alta velocità. Strategia e metodo che le forze di coalizione di centrosinistra sembrano dover metabolizzare perché, a pochi mesi dalle elezioni comunali, scegliere i tempi giusti diventa questione fondamentale. In lizza, per sfidare il sindaco uscente Pierluigi Biondi, ci sono il consigliere regionale Americo Di Benedetto, il professor Fabrizio Marinelli (indicato dai Cinque stelle) oltre a due nomi del Partito democratico: il consigliere comunale Stefano Palumbo e l’onorevole Stefania Pezzopane. Quest’ultima, attualmente, è impegnata a Roma per l’elezione del prossimo inquilino del Quirinale.
IL VERTICE DI COALIZIONE
Anche per questo motivo (ma non solo) il vertice di coalizione, con tutte le forze del centrosinistra, è stato posticipato di qualche giorno. Inizialmente previsto per questo pomeriggio nella sede del Pd di via Paganica, si terrà invece martedì prossimo. Questo slittamento darà il tempo agli esponenti locali del Partito democratico di riunirsi, domani, per trovare una linea comune unitaria che raccoglie anche le istanze dei circoli territoriali. «Abbiamo valutato a lungo», spiega Quirino Crosta (segretario del circolo Pd di Sassa), «la necessità di trovare la quadra su un candidato».
Poi il confronto allargato. «Il Pd», commenta la segretaria cittadina Emanuela Di Giovambattista, «ha un ruolo centrale nella coalizione e mette sul tavolo due nomi importanti. Di questo, le altre forze in campo, devono tenere conto».
LA SINTESI
La coalizione nella trattativa è rappresentata da un gruppo di saggi, tra cui i Dem Pietro Di Stefano e Stefano Albano, Enrico Perilli (Sinistra italiana), Fabio Ranieri (Articolo 1), Gabriella Di Girolamo (M5S), Alfonso D’Alfonso (area centrista), Gianni Padovani (area socialista), Lelio De Santis (Idv-Cambiare insieme), Fabrizio Ciccarelli (Passo possibile), Paolo Romano (Italia Viva).
«Nella storia di questa città», sottolinea Albano, «non si ricorda una coalizione così ampia. Un centrosinistra unito e ampio può rivelarsi un’arma vincente alle prossime elezioni. Se non si trova la sintesi su un candidato si andrà separati. Ma sarebbe molto rischioso andare spaccati». Anche Palumbo ha ribadito il concetto in questi giorni: «Si punti su una sintesi evitando di perdere tempo per poi invocare il solito salvatore della patria. Per le primarie è tardi. Valuteremo, al di fuori dei nomi fin qui emersi, la possibilità (sempre che esista) di trovare un candidato condiviso, che possa garantire l’unità della coalizione. Valuteremo ogni opzione».
Lo stesso Di Benedetto, pur lanciando l’ultimatum (nome condiviso o vado da solo) ha auspicato «un’ unità di intenti per avanzare compatti, senza bastoni fra le ruote: si valuti anche un nome autorevole fuori della politica». Da De Santis e Romano, particolarmente attivi in questi anni dai banchi dell’opposizione, viene ribadita la necessità di «lavorare su un programma di priorità concrete in favore della città».
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