«Il colpo di pistola è partito per sbaglio»

7 Novembre 2017

Così si difende il commerciante di tartufi accusato di avere sparato alla compagna. La donna resta in prognosi riservata

AVEZZANO. «Non volevo sparare. È stata una disgrazia, quel colpo è partito accidentalmente». Si difende così Mario Eramo, il commerciante di tartufi avezzanese accusato di tentato omicidio per aver sparato con una pistola calibro 9 alla compagna dopo una lite in giardino, al termine di una cena in una casa di Alvito, in provincia di Frosinone. Avrebbe chiamato subito dopo il suo avvocato parlando di una disgrazia e chiedendo di costituirsi.
La compagna lituana di 33 anni, Vaida Petratite, è ricoverata all’ospedale di Sora in gravi condizioni. È stata sottoposta a un intervento chirurgico per estrarre la pallottola. Eramo, accusato di tentato omicidio, ha sparato alla ragazza nella casa paterna, dopo una cena insieme agli anziani genitori, al fratello e alla cognata. Tutti hanno confermato la ricostruzione dell’arrestato. Dopo il ferimento, il 50enne, con numerosi precedenti penali alle spalle, avrebbe chiamato il suo avvocato Danilo Iafrate per chiedergli di assisterlo e di accompagnarlo in caserma, dai carabinieri. Secondo la difesa, quindi, non sarebbe fuggito dal luogo del delitto, ma subito sarebbe andato nella locale stazione dei carabinieri. Lì avrebbe confermato la tesi dell’incidente. Sarebbe partito quindi un colpo dalla pistola. Arma che, secondo la difesa, lo sarebbe stata consegnata ai militari dallo stesso Eramo. Si tratta di una pistola semiautomatica calibro 9 con matricola abrasa detenuta illegalmente. Ora è accusato di tentato omicidio, porto abusivo di arma clandestina e ricettazione della stessa arma, non essendo stato in grado di giustificarne il possesso. Si trova rinchiuso nella casa circondariale di Cassino a disposizione dell’autorità giudiziaria e in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari che potrebbe tenersi domani mattina. Determinante sarà la ricostruzione della ragazza, anche lei residente ad Avezzano e in Italia di diversi anni. È ancora in prognosi riservata per la grave emorragia. Quindi le sue condizioni non permettono ancora un interrogatorio da parte degli inquirenti.
Se nei prossimi giorni le sue condizioni dovessero migliorare allora potrebbe fornire informazioni utili a ricostruire nel dettaglio quanto accaduto alle 22 di sabato in quella abitazione di Alvito. La casa è stata perquisita, così come un’ispezione è avvenuta nell’appartamento di Avezzano dove però non sono state riscontrate anomalie. Ulteriori accertamenti tecnici e rilievi che permetteranno di avere un quadro più chiaro della vicenda saranno eseguiti nelle prossime ore dal nucleo investigativo del reparto operativo di Frosinone.
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