Il comitato “Salviamo la Ferrovia”: treni obsoleti e studenti sempre in ritardo a scuola
Servizio di trasporto su ferro Avezzano-Valle Roveto con troppe falle e «treni in ritardo a getto continuo». Il comitato interregionale “Salviamo la Ferrovia”, deluso dalle promesse di miglioramento...
Servizio di trasporto su ferro Avezzano-Valle Roveto con troppe falle e «treni in ritardo a getto continuo». Il comitato interregionale “Salviamo la Ferrovia”, deluso dalle promesse di miglioramento del servizio rimaste una pia intenzione, torna a bussare alla porta di Regione e Trenitalia, per «un incontro congiunto, mirato a ottimizzare il servizio per i pendolari e gli studenti. Dall’inizio dell’anno scolastico, soprattutto verso Avezzano», affermano presidente e vice, rispettivamente Emilio Cancelli e Rosaria Villa, «quasi tutti i lunedì, il treno della mattina degli studenti è passato più volte in ritardo tanto da costringere i giovani a entrare alla seconda ora, mentre lunedì scorso il convoglio che avrebbe dovuto riportarli a casa (ultimo del pomeriggio, prima del bus sostitutivo che sarebbe partito di lì a due ore) non è proprio partito per un guasto».
Disservizi a getto continuo, quindi, per gli utenti del trasporto su ferro. «Il risultato», aggiungono, «oltre all’inevitabile rabbia e preoccupazione dei genitori, è un lievitare dei costi a famiglia e, di questo passo, una ulteriore abdicazione del servizio pubblico verso quello privato, con il proliferare di tante piccole compagnie concorrenti al servizio regionale. Finora le nostre proposte a Trenitalia e Regione, per una serie di ottimizzazioni con un impatto economico nullo, mirate a migliorare il servizio, giudicate positivamente dal personale della società di trasporto, sono rimaste inevase: i treni sono sempre composti dalle solite automotrici, alla fine della loro vita utile e non più rispondenti alle esigenze di mobilità, mentre il servizio, con orari immutati da anni, al netto delle soppressioni, spesso non è in grado di rispettare le esigenze dell’utenza». Il Comitato interregionale, quindi, chiede un immediato cambio di rotta. (m.s.)
Disservizi a getto continuo, quindi, per gli utenti del trasporto su ferro. «Il risultato», aggiungono, «oltre all’inevitabile rabbia e preoccupazione dei genitori, è un lievitare dei costi a famiglia e, di questo passo, una ulteriore abdicazione del servizio pubblico verso quello privato, con il proliferare di tante piccole compagnie concorrenti al servizio regionale. Finora le nostre proposte a Trenitalia e Regione, per una serie di ottimizzazioni con un impatto economico nullo, mirate a migliorare il servizio, giudicate positivamente dal personale della società di trasporto, sono rimaste inevase: i treni sono sempre composti dalle solite automotrici, alla fine della loro vita utile e non più rispondenti alle esigenze di mobilità, mentre il servizio, con orari immutati da anni, al netto delle soppressioni, spesso non è in grado di rispettare le esigenze dell’utenza». Il Comitato interregionale, quindi, chiede un immediato cambio di rotta. (m.s.)

