Il Comune di Pescasseroli vince la contesa sui dehors

Il Tar boccia il ricorso dei quindici commercianti: «Prevale l’interesse pubblico» Vitale (Cna): «Regole troppo rigide, per il futuro speriamo in un dialogo migliore»
di Massimiliano Lavillotti PESCASSEROLI. È regolare la riduzione del numero dei tavolini e la rimozione di dehors e gazebo nel centro storico di Pescasseroli voluta dall’amministrazione comunale. Il Tar ha dato piena ragione al Comune, ribadendo la prevalenza dell’interesse pubblico su quello privato. È l’esito del ricorso presentato dagli operatori economici del centro montano contro il provvedimento adottato dalla giunta guidata dal sindaco Luigi La Cesa.
Ribellandosi alle decisioni del Comune, con tanto di serrata, 15 commercianti avevano dato mandato all’avvocato Davide De Lungo di presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il nuovo regolamento che disciplina l’occupazione temporanea di suolo pubblico per gli spazi di ristoro all’aperto annessi ai locali. I giudici amministrativi hanno invece stabilito che ciò che ha fatto il Comune è sostanzialmente un adeguamento alla nuova disciplina comunale sulle regole dell’occupazione degli spazi pubblici. Per il Tar va tenuto presente che si tratta di «autorizzazione all’utilizzo del suolo pubblico», per cui «risulta prevalente l’interesse pubblico e un armonico utilizzo del territorio», rispetto «a interessi privati che devono essere considerati».
«Prendiamo atto di quanto decretato dai giudici», afferma Vincenzo Vitale, barista e presidente dell’Unione turismo&commercio della Cna d’Abruzzo, «ma restiamo dell’idea che le nuove regole adottate non consentono di snellire le procedure burocratiche previste per le autorizzazioni e non agevolano quegli imprenditori che investono nelle proprie attività».
Gli amministratori municipali ripetono invece che hanno introdotto obblighi volti ad assicurare il rispetto di regole chiare. Norme troppo restrittive, invece, per i commercianti. «Abbiamo sempre chiesto, fin dall’inizio dello scontro con il Comune, di ricercare una soluzione condivisa al problema», aggiunge Vitale, «in cambio abbiamo ricevuto solo dinieghi e visite degli agenti della polizia municipale che ci hanno consegnato verbali e ordinanze di sgombero. Ci auguriamo che in futuro il dialogo con gli amministratori municipale possa migliorare».
Nell’ultimo consiglio comunale, intanto, l’amministrazione comunale ha comunque decretato l’annullamento dell’obbligo della pedana su cui installare i tavolini dopo aver già annullato nelle scorse settimane l’obbligo di rispettare alcuni colori per l’installazione di vasi, ombrelloni e dehors nel centro abitato del paese. Tutto ciò «nell’intento di ricercare soluzioni condivise».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ribellandosi alle decisioni del Comune, con tanto di serrata, 15 commercianti avevano dato mandato all’avvocato Davide De Lungo di presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il nuovo regolamento che disciplina l’occupazione temporanea di suolo pubblico per gli spazi di ristoro all’aperto annessi ai locali. I giudici amministrativi hanno invece stabilito che ciò che ha fatto il Comune è sostanzialmente un adeguamento alla nuova disciplina comunale sulle regole dell’occupazione degli spazi pubblici. Per il Tar va tenuto presente che si tratta di «autorizzazione all’utilizzo del suolo pubblico», per cui «risulta prevalente l’interesse pubblico e un armonico utilizzo del territorio», rispetto «a interessi privati che devono essere considerati».
«Prendiamo atto di quanto decretato dai giudici», afferma Vincenzo Vitale, barista e presidente dell’Unione turismo&commercio della Cna d’Abruzzo, «ma restiamo dell’idea che le nuove regole adottate non consentono di snellire le procedure burocratiche previste per le autorizzazioni e non agevolano quegli imprenditori che investono nelle proprie attività».
Gli amministratori municipali ripetono invece che hanno introdotto obblighi volti ad assicurare il rispetto di regole chiare. Norme troppo restrittive, invece, per i commercianti. «Abbiamo sempre chiesto, fin dall’inizio dello scontro con il Comune, di ricercare una soluzione condivisa al problema», aggiunge Vitale, «in cambio abbiamo ricevuto solo dinieghi e visite degli agenti della polizia municipale che ci hanno consegnato verbali e ordinanze di sgombero. Ci auguriamo che in futuro il dialogo con gli amministratori municipale possa migliorare».
Nell’ultimo consiglio comunale, intanto, l’amministrazione comunale ha comunque decretato l’annullamento dell’obbligo della pedana su cui installare i tavolini dopo aver già annullato nelle scorse settimane l’obbligo di rispettare alcuni colori per l’installazione di vasi, ombrelloni e dehors nel centro abitato del paese. Tutto ciò «nell’intento di ricercare soluzioni condivise».
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