Il Comune ferma 5 ascensori in ospedale

20 Gennaio 2018

Sarà la polizia urbana a mettere i sigilli. Il provvedimento deciso «per la salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata»

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila, viste le sue competenze nel campo della sicurezza degli ascensori, ha ordinato il «fermo immediato per la tutela dell’incolumità» di cinque elevatori che si trovano in due edifici dell’ospedale.
Questo in seguito alla comunicazione fatta dall’Organismo europeo di certificazione degli impianti di sollevamento (Oecis). Il primo impianto nel mirino del Comune (matricola 57/2004) si trova nell’edificio 6 e, al riguardo, viene segnalata l’impossibilità di eseguire le prove di verifica in quanto l’impianto è fermo per malfunzionamento; inoltre il tecnico ha asserito che è impossibile mantenere l’impianto in esercizio. Un altro elevatore (matricola 56/2004) si trova sempre nell’edificio 6, e, anche qui, vengono fatte le stesse contestazioni. Per quanto riguarda, invece, l’impianto 55/2004, sempre nell’edificio 6, sono state rilevate alcune mancate conformità: il “fondo fossa” presenta gravi segni di cedimento, il libretto dell’ascensore non è custodito nel locale macchina, le funi di trazione presentano segni di degrado antecedenti al sisma, la targa della matricola non è esposta in cabina, la fermata al piano secondo non è operativa. Nell’edificio 6, inoltre, desta problemi anche l’ascensore (54/2004) in quanto fermo per malfunzionamento con rottura dell’“operatore di cabina”. Infine, nell’edificio 9, un ascensore (impianto 21/90), viene ritenuto pericoloso in quanto non è stato possibile fare una verifica dopo che è stato trovato fermo per le seguenti cause: fotocellula non funzionante ai piani 1 e 2 e “grembiule di cabina” assente.
Il provvedimento ordina che la polizia urbana ponga i sigilli con un verbale, notificando la decisione all’Asl che dovrà occuparsi della disattivazione. A meno che questo non sia stato già fatto spontaneamente dall’Azienda sanitaria.
Il provvedimento è stato anche comunicato al manager Asl Rinaldo Tordera e, per l’osservanza e l’esecuzione, anche a polizia, carabinieri e finanza. Contro l’apposizione dei sigilli, che verrà fatta a prescindere che gli ascensori siano in funzione o meno, è possibile fare ricorso al Tar o al presidente della Repubblica. Firmataria dell’ordinanza la dirigente comunale Angela Spera, mentre la responsabile del procedimento è la dottoressa Cinzia Savini. Un atto, dunque, che inevitabilmente, richiama un episodio noto alle cronache: un mese fa un ascensore si bloccò con un ammalato che aveva problemi cardiaci. Il paziente è poi deceduto, ma il caso non sembra aver avuto, per ora, delle conseguenze. Riattivazione possibile solo dopo la verifica straordinaria.
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