Il Comune ha autorizzato i lavori per l’ampliamento del tribunale

Si sbloccano opere attese da anni. Il progetto esecutivo riguarda in particolare l’autorimessa interrata Il costo degli interventi per il primo lotto ammonta a 800mila euro. La travagliata storia del cantiere
L’AQUILA. Il Comune ha affidato i lavori di “straordinaria manutenzione e ampliamento del Palazzo di Giustizia”. Se ne occuperà la ditta Cogeco costruzioni e appalti. Quindi dopo anni si sbloccano, se pur parzialmente, i lavori fermi da tempo. Il progetto esecutivo approvato mesi fa prevede in particolare “il completamento delle strutture dell’autorimessa interrata, primo lotto”. Il costo è di circa 800.000 euro. Quello che si va a completare oggi in realtà è uno stralcio di lavori ben più corposi di cui si parla dal 2003 che prevedevano anche l’ampliamento del Palazzo di giustizia. Negli atti viene ripercorsa la travagliata storia di quei lavori.
ANNO 2003
“Con delibera di giunta del 30 maggio 2003”, si legge nella recente determina, “fu approvato un progetto preliminare generale che prevedeva opere di straordinaria manutenzione e di ampliamento quali la realizzazione di un’autorimessa sotterranea a due livelli e la costruzione di un fabbricato di 4 piani fuori terra”.
anno 2005
Nel marzo 2005 “fu approvato il progetto definitivo con il quale si avviò la richiesta di finanziamenti e venne riconosciuto, in prima istanza, un fondo pari a 3.350.839 euro di cui 2.550.839 stanziati dal Cipe, 800.000 euro tramite mutuo contratto dal Comune con Cassa depositi e prestiti”. Nel novembre 2005 “fu approvato il progetto esecutivo del primo lotto per un importo complessivo di 3.350.839 euro”.
anno 2006
Nell’aprile 2006 fu affidato l’appalto con un ribasso intorno al 25%. L’anno successivo fu redatta una perizia di variante che aumentava la cifra per fare i lavori.
anno 2009
“A causa del sisma”, è scritto nelle determine, “le lavorazioni in corso vennero interrotte; a tale data erano stati emessi già quattro certificati di pagamento in conto per totali netti di 1.681.293 euro di cui l’ultimo in data 7 gennaio 2009, su un totale di lavori eseguiti pari a 1.805.720. Pertanto restavano da eseguire lavori netti per 561.919 euro. Successivamente al sisma è stato emesso, ma non incassato, il quinto Sal. Dopo l’evento sismico i lavori sono ripresi limitatamente alla messa in sicurezza del cantiere come da indicazioni del verbale di ripresa post-sisma. In seguito l’impresa non ha mai ripreso i lavori nonostante i ripetuti solleciti e gli ordini di servizio emessi arrivando, di contro, a citare il Comune dinanzi al Tribunale Civile nell’aprile 2013”.
la sentenza del 2018
Il giudizio “si è concluso con una sentenza del settembre 2018 con la quale il Tribunale civile ha rigettato le pretese dell’impresa nei confronti del Comune condannando comunque quest’ultimo a pagare 115.399 euro come per legge e interessi in misura legale dalla data della domanda giudiziale e fino all’effettivo soddisfo”.
anno 2019
Nel 2019 il Comune “approva la proposta di risoluzione contrattuale con l’impresa” facendo riferimento a una delibera di giunta del 2015 dove si leggeva: “Preso atto dell’impossibilità di realizzare l’ampliamento del Tribunale, si dispone di redigere apposita perizia di variante diretta alla realizzazione dei lavori necessari alla completa realizzazione e funzionalità dell’autorimessa, con destinazione del piano copertura dell’autorimessa a parcheggio pubblico a raso, prevedendo la possibilità di individuare con successivi atti le fonti di finanziamento necessarie per la copertura economica”.
anno 2020
Dopo altri intoppi si giunge al 2020 quando “il Responsabile unico del procedimento, a seguito della rinuncia da parte di un professionista precedentemente incaricato ha richiesto ad altro tecnico la redazione di una perizia di variante” e così a fine dicembre 2020 è stato redatto “il progetto esecutivo per il completamento dell’autorimessa interrata, primo lotto” (827.635 euro). Ora finalmente i lavori.

