Il Comune incontra l’Enel per chiedere di rivedere i “patti”

L’AQUILA. Il Comune tenta di “abbassare” i costi dell'energia dei Piani Case. Infatti nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra il sindaco Massimo Cialente, il vice sindaco Nicola Trifuoggi, l'asse...
L’AQUILA. Il Comune tenta di “abbassare” i costi dell'energia dei Piani Case. Infatti nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra il sindaco Massimo Cialente, il vice sindaco Nicola Trifuoggi, l'assessore Giovanni Cocciante e i rappresentanti dell'Enel. Il senso era quello di verificare se esistono dei margini di trattativa per rivedere i prezzi che la multinazionale dell'energia sta praticando nei confronti del Comune dell'Aquila per la fornitura di gas per riscaldamento, acqua calda nelle piastre del Progetto Case, i Map e la pubblica illuminazione. «I rapporti economici tra Enel e Comune - spiega Nicola Trifuoggi - non si esauriscono con la cessione del credito a Banca Intesa, perché in seguito sono maturate altre somme. Quello di martedì è stato un incontro preliminare nel corso del quale abbiamo esposto il nostro punto di vista. I dirigenti hanno chiesto qualche giorno per dare risposte alle nostre richieste».
Le richieste sono state fondamentalmente tre: lettura dei contatori almeno due volte l’anno (per evitare la mannaia degli acconti), nuovo metodo di bollettazione e la rinegoziazione dell’intesa con Banca Sistema nel senso di una riduzione della cifra che oggi il Comune deve pagare ogni rata. Questo potrebbe accadere allungando nel tempo la rateizzazione.
«Enel ha promesso che entro tempi brevi – ha aggiunto il vice sindaco – ci farà sapere fino a che punto è disposta ad arrivare per venirci incontro».
Attualmente per i consumi delle piastre si spendono circa 271mila euro al mese, a fronte dei circa 70 mila che rientrano dal pagamento delle bollette. La situazione è un po' migliorata, sul fronte delle entrate, da quando hanno preso il via le operazioni di distacco nei confronti degli utenti morosi, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Nel 2010, infatti, il Comune ha "ereditato" dalla Protezione civile la gestione dell'enorme compendio immobiliare costruito per dare un tetto a chi aveva perso la casa con il terremoto. Si tratta di un totale di seimila alloggi.
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