Il Comune: lavorare uniti per la difesa del Covalpa

4 Giugno 2022

Impianto agroindustriale all’asta, non si placano le polemiche verso la Regione: «Gli agricoltori del Fucino devono essere gli unici beneficiari dei proventi»

CELANO. «Gli agricoltori devono essere gli unici beneficiari dei proventi della vendita dell’impianto agro industriale di Covalpa». A chiederlo sono il sindaco di Celano, Settimio Santilli, e il consigliere comunale con delega all’Agricoltura, Dino Iacutone, alla luce della decisione del consiglio regionale di inserire tra i beni alienabili il sito dove si trova il centro lavorazione e commercializzazione patate.
La polemica è esplosa perché all’Emiciclo si è scelto di destinare circa la metà degli eventuali proventi (la base d’asta è di 7.125.000 euro) ad altri progetti in Abruzzo che nulla hanno a che fare con il Fucino. Il Covalpa conta più di 500 associati (100 produttori orticoli e 400 produttori di patate aderenti all’Associazione marsicana produttori di patate).
«La diatriba tra consiglieri regionali di maggioranza e opposizione e i comuni marsicani non sarebbe dovuta nemmeno iniziare, poiché la viscerale difesa di una bella realtà del territorio va totalmente in altra direzione», precisano il sindaco Santilli e il consigliere comunale e provinciale Iacutone, «la fine della concessione dello stabilimento Covalpa impone delle riflessioni; da tanto tempo la struttura accoglie e lavora migliaia di tonnellate di prodotti dal Fucino e ha assolto a un compito di valorizzazione e affermazione di peculiarità produttive della nostra terra, comprese le battaglie per l’Indicazione geografica protetta».
Secondo i due amministratori, quindi, bisogna pensare a un’alternativa che tuteli anche Covalpa nell’atto della vendita del sito, dove si trova l’impianto agro-industriale, perché «pensare che si possano perdere un valore e una struttura acquisite nel tempo per mandare in mano ad altri (magari di altre regioni) un’attività dominata sinora dagli stessi agricoltori fucensi, fa molto male e amareggia oltremodo. Riteniamo che si debba cambiare direzione sull’argomento e riconoscere agli agricoltori che hanno investito con sacrificio nell’opificio il valore del mantenimento dell’intero insediamento, oltre al valore di un collocamento nel mercato ortofrutticolo italiano di tutto rispetto, piuttosto che assaporare e litigare per risorse da collocare nel bilancio regionale. Speriamo, invece, in un coro unanime a difesa dello stato attuale del Covalpa, senza oneri per i nostri agricoltori e i loro esclusivi sacrifici». (e.b.)
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