Il Comune non mostra le carte C’è un’altra condanna del Tar

L’AQUILA. È la seconda sentenza di condanna che il Tar infligge in pochi giorni al Comune dell’Aquila sul tema della movida. In particolare per le carte non mostrate ai cittadini che ne fanno...
L’AQUILA. È la seconda sentenza di condanna che il Tar infligge in pochi giorni al Comune dell’Aquila sul tema della movida. In particolare per le carte non mostrate ai cittadini che ne fanno richiesta tramite accesso agli atti, mossa preliminare, quest’ultima, per avviare azioni legali nel tribunale civile sul diritto alla quiete pubblica.
L’ultimo pronunciamento dei giudici amministrativi è sul ricorso avanzato da una cittadina che il 29 luglio del 2022 ha fatto accesso agli atti per leggere le autorizzazioni rilasciate dal municipio a un locale vicino alla sua abitazione, che somministrava bevande e alimenti con intrattenimento musicale. Non avendo mai avuto risposta, il 10 ottobre ha impugnato il silenzio-diniego del Comune, chiedendo la condanna all’esibizione dei documenti richiesti. Pochi giorni fa il Comune, costituendosi in giudizio, ha depositato le pratiche di autorizzazione del locale. Ma il Tar ha comunque condannato il municipio a risarcire la cittadina di 800 euro di spese di lite, scolpendo, nelle motivazioni, parole che confermano il precedente: «La ricorrente vanta un interesse diretto, concreto e attuale a conoscere i documenti amministrativi relativi ai procedimenti avviati dall’impresa. Il rifiuto implicito di accesso ai documenti, serbato dal Comune a fronte dell’istanza della ricorrente, deve dunque ritenersi illegittimo».
La cittadina è difesa dai legali Fausto Corti e Claudia Aloisio, oche sono anche rispettivamente avvocato e presidente del comitato “Cittadini per il centro storico” protagonista di battaglie fortissime contro la movida molesta all’Aquila. (l.t.)
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