Il Comune vara la moneta alternativa
La giunta autorizza l’avvio della sperimentazione del sistema complementare per ora riservato alle imprese
L’AQUILA. La giunta comunale, a fine anno, ha autorizzato la sperimentazione di una moneta complementare nel territorio aquilano.
L’esecutivo parte dal presupposto che “il documento programmatico del sindaco prevede che l’amministrazione comunale promuova strategie che producano significative ricadute sull’economia e sui livelli occupazionali locali; che a tal proposito, al fine di sostenere l’economia cittadina, si propone di istituire un sistema basato sull’utilizzo di una moneta complementare, scambiabile anche tramite app per smartphone, che sarà utilizzabile esclusivamente per effettuare acquisti nella città dell’Aquila e frazioni».
La delibera così continua: “Considerato che la crisi economica a livello nazionale provoca a danno delle piccole e medie imprese notevoli disagi finanziari in termini di liquidità generati da difficoltà nell’erogazione del credito da parte del sistema bancario; che la moneta, che rappresenta il fulcro dell’economia, è caratterizzata da requisiti variabili che sicuramente non avvantaggiano i meccanismi di erogazione del credito e degli scambi in quanto risente direttamente dell’andamento dei mercati finanziari ed è generatore di interessi bancari; che la globalizzazione ha originato, per un verso nuove opportunità per le imprese e di contro un pesante depauperamento sociale, delle economie locali e della piccola distribuzione, rendendosi responsabile della cessazione dell’attività di moltissimi esercizi commerciali anche nella città dell’Aquila; che anche nella nostra dimensione locale la ricchezza prelevata è spesso reinvestita a chilometri di distanza con grave nocumento per l’economia locale; ritenuto pertanto necessario tutelare il sistema delle imprese locali dagli effetti della crisi economica nazionale, nonché dalle residue difficoltà generate dal sisma del 2009, salvaguardando per quanto possibile il potere d’acquisto della popolazione residente, al fine di proteggere e sviluppare l’economia reale del territorio per la parte non orientata esclusivamente al mercato e alla competizione globale; considerato che la Repubblica Italiana ha facoltà di emettere banconote, purché prive di corso legale; che la moneta complementare è uno strumento con cui è possibile scambiare beni e servizi, che si fonda sulla cooperazione tra imprese all’interno di un circuito commerciale ove si effettuano compensazioni di debiti e crediti attraverso la vendita di beni e servizi propri; che un siffatto sistema funge da stimolo per i partecipanti a investire in attività produttive connesse; ricordato il caso più conosciuto, sia per il successo che per l’utilità sociale, della banca svizzera “Wir”, nata come cooperativa, con l’obiettivo di sopperire alla crisi del 1929 e concedere crediti in moneta complementare, di cui usufruiscono oggi circa 60.000 imprese che riescono a fronteggiare le crisi di liquidità e agevolare gli scambi; verificata, la piena e totale compatibilità di questi percorsi rispetto alla normativa amministrativa, finanziaria e fiscale; delibera di promuovere l’avvio di un circuito valutario complementare mediante la concessione del patrocinio da parte dell’amministrazione; di dare mandato al dirigente del settore rigenerazione urbana, mobilità e sviluppo, di provvedere all’individuazione, previo avviso pubblico per la selezione, mediante manifestazione di interesse, del soggetto al quale conferire tale patrocinio, senza oneri di spesa o assunzione di responsabilità da parte dell’ente».
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